Francesco D’Isa | Anna, storia di un palindromo

Sapete quali parole Adamo rivolse ad Eva, nel Paradiso Terrestre?
Madam, I'm Adam. Ed Eva avrebbe risposto: Eve. Allora Adamo esclamò: Even in Eden I win eden in Eve. Ed Eva: Mad Adam!  

E se il genere umano fosse nato da una conversazione palindroma? Questo spiegherebbe molte cose…Comunque, tenetelo a mente quando leggerete Anna, storia di un palindromo di Francesco D'Isa (Effequ, 2014).

Dovete sapere che io adoro i palindromi, li trovo affascinati, misteriosi. Ho un'amica (si chiama Annamaria!) che ne scrive di bellissimi: si leggono sia da sinistra che da destra. Il significato resta identico o diventa l'opposto. Impossibili da capire veramente, mandano in fumo i cervelli. Per questo non ho saputo resistere al romanzo di Francesco D'Isa.

Talvolta compiamo in sogno le nostre maggiori imprese. Il benvenuto nel mondo del palindromo me lo dà l'illustre strizzacervelli Carl Gustav Jung. Subito dopo leggo Prologo. Ho grande rispetto per i libri che mi accolgono con citazione e prologo. Io li chiamo i libri premurosi. Al lettore dicono: Accomodati, benvenuta, non ti preoccupare, sei appena entrata in un palindromo

I protagonisti di questa storia complessa sono Anna ed Ezio. Lei, ventotto anni, ha una bomba ad orologeria incastrata nel cervello (e, mi dico, chi non ce l'ha?). Lui, trentotto anni, è un chirurgo affermato. Sa parlare con autorità ai suoi pazienti: occorre rimuovere l'angioma. Ma poi la sua mano trema e l'ombra di una fata Morgana entra nella vita di entrambi. Una bella metafora per descrivere gli effetti devastanti di un incantesimo che si chiama amore.

Zu8ezWku_200A me Anna piace subito, fin dalle prime righe. Ha i capelli che ho sempre voluto: una tempesta di ricci ben ordinati. E fa quelle cose strane che la rendono speciale: si mette sugli occhi un cucchiaio di ferro preso dal congelatore per rimediare a una notte insonne, indossa ciabatte rosa, è solare. E per di più parla ai mobili di casa, li saluta: Sono tornata, disse ai mobili (p.76). Dopo l'operazione al cervello Anna non sa più tenere separati passato e presente: i due tempi misteriosamente si fondono, diventano lo stesso palindromo. Da quando Ezio ha frugato nella testa di Anna le parole hanno un suono diverso, sembrano arrivare dal passato: diventano oscuri simboli da decifrare. 

Ezio non è un medico "affabile". Ha modi bruschi, è impaziente con la sua paziente. Però viene affascinato da Anna, fin dal primo incontro. Forse per questo la sua mano trema davanti al misterioso alfabeto che vede illuminarsi nel cervello di lei. Ezio sbaglia l'operazione. Forse perché s'innamora. E da quel momento insegue il mistero di Anna, del suo passato, della sua testa.

Prima che riveli troppo della trama vi dirò un'ultima cosa: per me è tutta colpa dell'ora del Serpente. Lo dice Anna, e di lei mi fido. L'ora più pericolosa di tutte ritorna da un passato misterioso. Non aveva altri nomi, non aveva altre spiegazioni. Era l'ora del Serpente. (p.48). 

Aggiungo soltanto che non c'è Eden senza serpente, e amore e follia sono la stessa cosa. Anna ed Ezio sono palindromi, paralleli e innamorati. In una parola: umani. A loro, a voi, dedico questa perla di saggezza palindroma, Avevi visioni di un evo ove nudi noi si viveva. Cosa vuol dire? Non so. Forse solo che nessun amore sopravvive al tempo, siamo tutti suoi prigionieri.

Francesco D'Isa, Anna, storia di un palindromo, Effequ, 2014.

Giovanna Iorio

“Avere la libertà di parola non è abbastanza. Bisogna imparare a parlare liberamente.”
C. Hitchens

2 Commenti