Francesco D’Isa | Ultimo Piano (o porno totale)

 

Photo Credit: Federico Botta

“Pensavo di trovare Rocco e invece ho incontrato Lacan”

Così rispondo alla tizia seduta sula panchina accanto a me, quando mi chiede com’è il libro che sto leggendo. È attirata dalla copertina “colorata” dice lei, e da quel “porno” nel titolo che un po’ la fa sorridere. Va via dopo poco, forse in libreria, forse dal fidanzato e io cerco su Google un modo forbito di dire “supercazzola letteraria con scopo narrativo”, perché penso che mi servirà nel momento in cui mi troverò a scrivere questa recensione. Decido poi che supercazzola è un termine forbito e che mi piace pure. Ma andiamo con ordine.

Ultimo Piano (o porno totale) è la storia di un fratello e una sorella entrambi impiegati nell’industria del porno. No. Ultimo Piano è la storia di un regista di film porno, che decide di girare il suo ultimo film, il porno totale, che procurerà il miglior orgasmo possibile a tutti i suoi spettatori obbligandoli  però a conseguenze irreversibili. No. Ultimo Piano è un libro sulla società, sul controllo, sull’impossibilità e la rinuncia all’autonomia. No. Ultimo Piano è un libro su di noi che vogliamo tutto, che ci tratteniamo, che facciamo sesso o non ne facciamo abbastanza, che guardiamo i porno o diciamo di non avere interesse per il genere, che spiamo i profili Facebook degli altri o che non abbiamo Facebook ma controlliamo il cellulare della fidanzata appena lei va in bagno. Quando finzione e realtà sono così abilmente intrecciate in una storia, è impossibile definirne il tema. Ed ecco in soccorso la magica parola.

Il narratore Frank Spiegelmann è una supercazzola. Frank possiede la Perverse Angel, casa di produzione di film pornografici, sita a Varsavia, in un enorme grattacielo, dove vivono i due  protagonisti Claude e Eva e tutti gli altri personaggi. È lui che ci racconta la storia, perché Frank spia. Se ne sta tranquillo sulla sua poltrona e ha telecamere che tengono sotto controllo tutti i piani dell’edificio. Frank in pratica siamo noi che leggiamo il libro. Con la sua stessa morbosità ci attacchiamo alla vita di Claude e Eva e vogliamo saperne di più, sempre di più. Se leggiamo di natiche strusciate su un vetro o di ricordi di infanzia, per noi è uguale, non ci sentiamo mai intrusi, e certo, come potremmo? È solo finzione. Ma anche il mondo in cui Frank si muove è finzione, e non perché frutto dell’immaginazione di uno scrittore, ma perché costruito su misura per le persone che lo abitano, manovrato secondo le loro emozioni, ma soprattutto secondo le esigenze di chi lo comanda. Siamo voyeur, come quando andiamo al cinema, origliamo una conversazione al bar, o guardiamo un porno. Francesco d’Isa in questo romanzo ci fa capire quanto ci piace osservare, entrare nella vita di un altro mantenendo distacco ma traendo beneficio per la nostra.

E Lacan? Claude realizza l’ultimo porno, quello in grado di eliminare ogni passione. Lo fa perché vuole liberare il mondo dal peso del desiderio. Claude sa che l’uomo non potrà mai essere soddisfatto, perché il desiderio è desiderio di altro desiderio. Ma lui, che supercazzola non è, vive in un luogo che invece un po’ ci prende in giro. Per alcuni potrebbe essere sede di ogni meraviglia, centro  di lussuria e appagamento totale, si rivela però, proprio per questo, il luogo dove i desideri sono annientati, perché soddisfatti nell’istante in cui vengono concepiti. E se l’uomo si indentifica come tale attraverso quello che desidera, come può essere se stesso in un posto dove non ha tempo di desiderare? Eh? Che nessuno si azzardi a fare una pernacchia.

C’è da aggiungere che questo accade solo ai piani alti del grattacielo, ma più in basso, dove vivono i meno abbienti, le cose sono diverse. Che ci vuole dire Francesco d’Isa? È giusto che ognuno lo scopra da solo. Io una risposta ce l’ho, ma potrebbe essere fuorviata dalla mia passione per Black Mirror e Sasha Grey.

Leggere Ultimo Piano (o porno totale) è come svegliarsi una mattina accanto a un uomo appena conosciuto e con il quale hai fatto dell’ottimo sesso, e mentre entrambi ricordate la notte passata, trovarvi, con immensa gioia, a parlare di letteratura. Ultimo Piano (o porno totale) è la ciliegina sulla torta; non indispensabile ma fondamentale se le ciliegie ti fanno venire l’acquolina in bocca. 

Francesco D'Isa, Ultimo Piano (o porno totale), Imprimatur, 2015

Giulia Muscatelli

Ha un cane al quale cambia spesso nome. Una volta l’ha chiamato Giulia e da allora è convinta che sia lui a scrivere tutti i suoi racconti. Quali? Spera di poterli mettere in un libro a breve. In attesa di quel giorno, lavora tanto, mangia caramelle, troppe, fuma sigarette che non le puoi contare.

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