Gerbrand Bakker | La deviazione

Apro il vocabolario. Torno indietro di qualche pagina e dopo aver fatto su e giù con l’unghia dell’indice per qualche istante, colpisco la voce desiderata: deviazione.  

Il deviare da un determinato percorso, cambiamento di direzione; più che l’atto di lasciare la via ordinaria, indica il fatto di seguire una via diversa.

A tutti quanti capita di deviare. Nella vita, dico. È fisiologico, necessario. Presto ci rendiamo tutti quanti conto che di rettilinei non ce ne saranno, che per cavarcela occorrerà evitare buche, lavori in corso, animali selvatici e tratti dissestati… altri viaggiatori. La via ordinaria non esiste, ma esistono tanti modi di affrontare la strada che dobbiamo percorrere. Sette miliardi di modi, almeno uno a testa. Gerbrand Bakker ha scritto la storia di una deviazione in cui ogni lettore può immergersi per ritrovarvi emozioni e sensazioni provate in uno dei tanti cambiamenti di direzione che la vita impone. La deviazione è un libro che racconta tante deviazioni in una. Queste potrebbero essere la mia, la vostra o quella del vostro vicino di casa. A voi cercare quella che state percorrendo in questo momento.   

Ci sono quelli che deviano dalla società, stufi di farne parte diventano eremiti.

Ci sono quelli che deviano dalla città per andare a vivere in campagna.

Ci sono quelli che deviano dalla famiglia, perchè a un certo punto della vita il sostegno non serve più a niente e bisogna camminare da soli.

Ci sono quelli che deviano dal matrimonio, consci che nessuna strada intrapresa è definitiva (esiste sempre la possibilità di deviare ancora).

Ci sono quelli che deviano dal passato, tentando di crearsi una nuova vita lontana dai ricordi.

Ci sono quelli che deviano dalla salute e la cui vita diventa una pillola, una siringa o un trattamento da ripetere a oltranza con la speranza nel cuore.

Ci sono quelli che deviano dall’amore, perché credono di poterne fare a meno o si ritengono incapaci di donarlo e di riceverlo.

Ci sono quelli che deviano dalla verità, mentendo agli altri per non dover ripetere la verità a se stessi.

Ci sono quelli che deviano dalla deviazione per tornare su strade già percorse e che credevano morte.

Ci sono quelli che deviano dalla via prefissata, nauseati dalla pappa pronta e tentati da quei sentieri laterali, tortuosi e pieni d’imprevisti.

Ci sono quelli che deviano dal colore per via di quelle buche grigie che li inghiottono strada facendo.

Ci sono quelli che deviano dalla parola, tacciono bisogni e paure per vivere nel silenzio assordante.

Ci sono quelli che deviano dalle catene, perché preferiscono poter correre liberi urlando quello che vogliono.

E poi ci sono quelli che deviano dalla vita stessa, perché essa li ha strapazzati al punto tale da impedir loro di vederne ancora il valore.

Non vi ho detto nulla sulla trama e sui personaggi? L’ho fatto perché non servirebbe a nulla. Ma vi invito a osservare la copertina dell’edizione Einaudi. Guardate quelle nuvole scure sullo sfondo e il branco di oche bianche. Leggendo questo libro ho sentito quel grigio dentro di me. Ho provato il bigio dei giorni no, quelli in cui nulla va per il verso giusto, quelli in cui la deviazione che hai intrapreso ti porta lontano e sembra che voglia tenerti con lei per sempre. E le oche? Sono lì a ricordare, come il gruppo di oche che nel romanzo scompare progressivamente nelle fauci di chissà quale predatore, che il tempo passa Come si chiede la protagonista della storia, studiosa della poetessa americana: «Era questo che Emily Dickinson aveva fatto per quasi tutta la sua vita adulta? Aveva cercato di fermare il tempo e di renderlo sopportabile e forse anche meno solitario, intrappolandolo in centinaia di poesie?». Forse. Ma tenete a mente quello che questo libro raccomanda: tentate d’imboccare la via giusta con tutte le vostre forze, perché il tempo passa… un’oca dopo l’altra.  

Gerbrand Bakker, La deviazione, Einaudi, 2015.

Danilo Zagaria

Biologo torinese non praticante, accumula libri e qualche volta li legge. Ogni tanto corre, meno spesso scrive.

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