Giffone, Longo, Parodi | Un fatto umano

Chista ca vi cuntu oggi è ‘n avutru tipo ‘i storia. Una storia di mali cristiani, traditori e assassini.

Ma per non fare scantàri i cchiù picciriddi, faciemu finta ca vi cunto una cosa antica, come una favola, con gli animali.

Un fatto umano è appena uscito in libreria e non vedevamo proprio l’ora di parlarne. Intanto perché non è un libro come gli altri, infatti è un fumetto. E poi perché è un fumetto tutto particolare, di quelli che piacciono a noi con tanti intrecci di livelli narrativi.

La copertina

Il luogo della storia è Palermo, il luogo della narrazione invece è un teatro, e più precisamente un teatro dell’Opera dei Pupi – sì, le marionette tipiche della tradizione siciliana. Tuttavia nulla a che vedere con le scorribande di Carlo Magno. I protagonisti sono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino alla testa del pool antimafia palermitano tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ‘90. Ci sono Tommaso Buscetta, Totò Riina e il clan dei Corleonesi, i politici italiani della Prima Repubblica, e chi più ne ha più ne metta – ci sono tutti, nessuno escluso.

I personaggi che li interpretano all’interno del teatro sono invece – attenzione – dei pupi. (giustamente, direte voi, perché altrimenti che bisogno c’era di scomodare un teatro?) Eppure trattasi di pupi non ortodossi perché costoro hanno fattezze animali: da Giulio Andreotti con delle enormi orecchie porcine a Vittorio Mangano con una lunga faccia da ciuco a Francesco Cossiga con delle corna da muflone. Il tutto è messo in scena da un puparo (e chi sennò?) che in realtà non è solo puparo ma anche cuntista (il cunto è un’antica forma di racconto orale senza scenografia e senza nulla: solo improvvisazione e modulazione della voce). Trattasi di Mimmo Cuticchio – che oltretutto è ancora nel pieno della sua attività a Palermo e pare abbia anche fatto una comparsa nel Padrino parte III.

Questo libro ci piace perché le 370 tavole acquerellate (che sono bellissime) ci gettano in pasto alla storia più buia del nostro paese, della guerra interna alla mafia agli assalti frontali della mafia stessa allo Stato. Una favola nera fatta non solo di nomi ma di volti. Una storia di stragi e di connivenze raccontata – in tutti i suoi livelli – con poesia.

Perché la mafia è un fatto umano e come tutti i fatti umani hanno avuto un inizio… avrà anche una fine.

Chapeau.

Manfredi Giffone, Fabrizio Longo, Alessandro Parodi, Un fatto umano. Storia del Pool Antimafia, Einaudi 2011

Ideazione soggetto e sceneggiatura di Manfredi Giffone
Disegni: Fabrizio Longo e Alessandro Parodi

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