Giovanni Robertini | L’ultimo party

Questa illustrazione è di Ana Kraš, ed è tratta da Rivista Studio

Quando ero una ragazzina avevo visto in tv l’intervista a una donna con problemi di schizofrenia, che un giorno, raccontò, aveva iniziato a vedere "realmente" i suoi genitori con, al posto della loro testa, la testa di un coniglio. Quel fatto mi turbò profondamente e per un po’ di tempo ebbi la fobia di poter diventare schizofrenica (e chiesi anche all’analista quante probabilità ci fossero che io lo diventassi per davvero, schizofrenica, ricevendo come risposta “le possibilità sono vicine allo zero”). Mi è venuto in mente questo episodio adolescenziale perché il bellissimo libro di Giovanni Robertini, L’ultimo Party, edito ISBN, è intervallato da illustrazioni di Ana Kraš, e queste illustrazioni raffigurano persone con teste di animali, e ognuna di queste persone rappresenta un protagonista di questa bella storia.

ultimopartyEcco quel che succede, più o meno: un editore decide di chiudere la propria casa editrice e organizza una festa, di addio, o di felicità. A un giovane scrittore viene chiesto di fare dei piccoli racconti su ogni invitato, in modo da poter creare un libretto da regalare a ognuno di loro alla fine del party così cool. Quello che ne esce sono ventisette ritratti, ironici, spiritosi, divertenti; ognuno punzecchia il protagonista di turno, lo mette sotto un faretto, o su un piedistallo, lo fa girare come fanno le sarte alla prova di un abito. Ne scopriamo i segreti e gli eccessi, con l’autore ridiamo con loro e di loro.

C’è lo stagista cosciente della sua condizione di precario a vita, la stylist che non dorme e che, scappata dal pesino di provincia dopo le scuole, spedisce a casa per Natale regali cool e costosissimi, il designer che ha costruito la lampada antirazzista, l’intellettuale di destra perennemente indeciso su ogni cosa, il critico musicale con l’ossessione del sesso, lo scrittore che si chiede che senso abbia scrivere, se un senso c’è.

Il giovane narratore prende in giro gli invitati, noi ridiamo di questo suo umorismo, e nel farlo ridiamo di noi stessi, perché in queste “etichette”, in queste categorie portare all’estremo (ma nemmeno troppo) è piuttosto evidente che ci siamo anche noi, ognuno con la propria coolness più o meno marcata o assente, ognuno con i propri limiti e la propria eccentricità, tutti smaniosi di far parte di quel magico cerchio che Crea la cultura, anziché usufruirne e basta. Un micromondo di personaggi bisognosi di affermare la propria identità a cui segue un racconto così bello, così teneramente profondo (e con un titolo fighissimo – “Il barbecue dei panda”) da farci rammaricare di una sola cosa, ovvero del fatto che questo romanzo, caro Giovanni Robertini, lo potevi pure fare più lungo, mannaggia a te.

Giovanni Robertini, L’ultimo Party, ISBN, 2013

Silvia Cardinale Pelizzari

Vorrebbe saper scrivere come Rulfo, avere la fantasia di Cortázar e andare a cena con Franzen. Di Finzioni è un po' ufficio stampa, un po' co-direttore editoriale.

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