Helen Fielding | Bridget Jones. Un amore di ragazzo

Lunedì 21/10/2013

Numero di sigarette: 5; alcolici: 0 (m.b.); minuti passati a rimuginare su come iniziare questa recensione: 38; numero di pagine del libro: 468; minuti passati a piangere dopo aver saputo della morte di Mark Darcy: 145; numero di volte in cui Bridget dice «MERDA!» o «Cacchio!»: n.c.

20:07 Questa sarà una recensione difficilissima. È così complicato parlare di Bridget Jones. Un amore di ragazzo in maniera pura, esulando dall'affetto che provo per Bridget. Come diamine faccio, adesso? Forse potrei partire fingendo disinteresse nei suoi confronti. Sì, ecco, disinteresse. E va bene: sappiate che a me, di Bridget Jones, non frega proprio nulla.

20:12: Ma chi voglio prendere in giro? Io amo Bridget. La amo da quando l'ho conosciuta al buffet freddo a base di tacchino al curry di Una, nel primo libro, quando c'era anche Mark Darcy. Oh, Mark. Mark Darcy che non c'è più… e adesso Bridget è sola, con due bambini piccoli…

21: 37 Mi sono ripresa. Ho affogato le mie lacrime in un bicchiere di vino (Bridget sarebbe fiera di me). Adesso posso cominciare, e lo farò alla maniera di Bridget, separando le cose belle da quelle meno belle, come quando si mette in testa di sistemare la sua vita e stila le liste delle cose da fare e da non fare.

Cose così così:

Esce-oggi-Bridget-Jones-.-.-.-Un-amore-di-ragazzo-ok1-190x300Jones è invecchiata, e fin qui tutto lineare. È il normale processo delle cose. Si è sposata con Mark Darcy, hanno avuto due figli, Billy e Mabel, e tutto andava meravigliosamente fino a che Mark non è morto. E ora, Bridget si ritrova (di nuovo) sola, a gestire una famiglia a brandelli e il corpo di una donna che ha abbondantemente superato gli anta e pure le quattro decine. Bene, qui sta il problema principale del libro: Bridget ce la fa benissimo. Sia chiaro, nessuno di noi voleva la vecchia, cara Jones in preda agli psicofarmaci o perennemente in seduta psicoterapeutica. Però, ecco, ci aspettavamo un po' più di casino, non tanto mentale quanto organizzativo; perché se quello mentale la nostra Bridget lo aveva risolto trovando l'amore, quello organizzativo non sapeva nemmeno dove stesse di casa. 

Ora Bridget parla di peperoni tagliati a listelle per il picnic della scuola, ed è tutto normale, lo sappiamo che è tutto normale, perché Bridget non è più una trentenne confusa, bensì una madre di famiglia; ma avremmo voluto più macchie di sugo sui vestiti, più ritardi a scuola, più sigarette (Bridget Jones che mastica Nicorette?) eccetera eccetera. Meno vestiti di seta blu e più mutandoni contenitivi. Chi ha visto Bridget crescere sa di cosa vo cianciando.

In più, la mancanza di Mark Darcy si sente tantissimo, e questo è un po' un peccato. Perché tutte le situazioni comiche à la Jones, quelle che in altri libri ci avrebbero fatto ridere fino alle lacrime, ora si portano appresso un velo impalpabile di tristezza che è impossibile cancellare. È come guardare una fotografia divertente che vi ritrae con un caro amico col quale, però, vi siete persi di vista: sorridete, sì, ma il crampetto lo avvertite lo stesso, e ignorarlo è pressoché impossibile.

Cose belle:

Be', il resto. Ci sono ancora Tom e Jude, il vecchio Daniel, la signora Jones senior e Una. Ci sono ancora le tipiche situazioni comitragiche fatte di cerette inguinali all'ultimo, frasi sconclusionate o comunque sempre dette nel momento meno opportuno, abbuffate compulsive e appuntamenti mancati. C'è anche un toyboy di nemmeno trent'anni, che pur essendo una new entry sa farsi voler bene facilmente. E poi c'è lei, Bridget. Ancora a dieta, ancora a scrivere ogni cosa che le passa per la testa, non solo sul famoso diario ma anche su Twitter, perché si è evoluta e vuole stare al passo coi tempi. 

C'è ancora quella spontaneità che l'ha sempre contraddistinta, quella che la fa piombare in circostanze impensabili o che le fa dire cose che tutte le donne, nessuna esclusa, pensano, ma che nessuna avrebbe mai il coraggio di ammettere («Sono una 46! E ho un follower! Sono un fenomeno virale!»). Insomma, quella che ci troviamo davanti è una Bridget invecchiata, è vero, ma alla fin fine è sempre lei. E se, leggendo l'ultimo capitolo del suo Paese delle Non-Meraviglie, ci viene da fare un sorriso un po' nostalgico nel vederla così "donna", dall'altro sappiamo che è giusto così, che così dovrebbe e doveva andare.

Bridget è cresciuta, ed Helen Fielding con lei. 

23:00 Ho finito, cacchio.

Bridget Jones. Un amore di ragazzo, Helen Fielding, Rizzoli 2013. Traduzione di Aurelia Di Meo. 

Silvia Dell'Amore

Dostoevskij diceva che la bellezza salverà il mondo; io dico che lo farà il cioccolato.

9 Commenti
  1. La Signora Fielding ha ucciso Mark Darcy solo per vendicarsi virtualmente con l’ex marito della sua nuova condizione di donna separata. Ci sono cose che non puoi fare, tipo uccidere il personaggio direttamente ispirato a un’icona della letteratura in un attacco di acidità: NON SI PUò UCCIDERE MR DARCY. Per quanto mi riguarda Bridget è morta con lui, fine della storia.

  2. Mi dispiace molto apprenderlo, Alessia. Per come sono fatta io, e per come, soprattutto, mi affeziono ai personaggi di libri che poi diventano serie/saghe, non sarei comunque riuscita a non mettere le mani sul nuovo Bridget Jones. Se è così come dici, comunque, vuol dire che la Fielding si è meno affezionata al suo personaggio che non noi lettrici. Peccato.

  3. Noooooooo! avevo appena avuto la bella notizia: siii un nuovo libro su Bridget! Lo compro subito. E poi entro per vedere un pò di che cosa parla e questo. Mark Darcy MORTO?! Nonono ma come ha potuto la scrittrice fare una cosa del genere :'( Ora non credo che lo comprerò, ho troppa paura di rimanerci ancora più male di adesso…

  4. A me ha fatto più tristezza pensare che Bridget abbia ormai cinquant’anni suonati, piuttosto che la morte di Mark! A parte tutto, lei è sempre la solita Bridget e, forse, la sua condizione di vedova è servita per far conoscere il suo lato più serio, triste e malinconico. A volte dalle situazioni tragiche ne escono fuori poi altre molto comiche (anche nella vita reale) e i suoi tentativi di uscire dalla stato di vergine di ritorno sono davvero divertenti.

  5. Dopo averlo letto ho avuto gli incubi tutta la notte…MARK DARCY MORTO ???!!!! Sono ancora sconvolta….. Non può morire un’icona! Per sostituirlo poi con 007 ???? Orrore!

  6. Assurdo!! Far morire Darcy, ma come ha potuto…..avrebbe potuto svolgere la storia in mille modi con Darcy vivo. Non lo leggerò mai. Per me la storia era perfetta così. Se volevamo descritta ,come dice la scrittrice , la realtà perché ”nella vità le cose non finiscono sempre bene…” , allora avremmo visto un documentario.