Uno dei tanti, infiniti pregi della lettura è il potersi innamorare senza che la fidanzata di turno faccia harakiri e che gli amici ti diano la loro, spesso fuori luogo, opinione. Leggendo ci si può innamorare plurime volte e di qualunque personaggio, uomo donna bambino anziano che sia. Ed è bello sapere che la propria infatuazione rimarrà lì, covata ed immortalata tra le pagine, e che niente e nessuno potrà incrinare quel rapporto, sì univoco ma non per questo meno speciale, creatosi tra il lettore e l'oggetto del suo platonicissimo desio.
Innamorarsi, dunque. Di un personaggio. A volte, gli scrittori si danno da fare affinché ciò avvenga in maniera quasi scontata, come nel caso di un vampiro fascinoso e glitterato come Edward Cullen, bello e dannato e musicista e che gira pure in Aston Martin. Facile, così. Ma innamorarsi di uno zombie? Invaghirsi di un putrido non-morto bramante carne umana è ipotizzabile? Nel caso di Warm Bodies, la risposta è assolutamente affermativa.
R (un tempo aveva un nome, ma non lo ricorda più) parrebbe essere uno zombie come tanti: ciondola e penzola alla costante ricerca di cibo, cibo che si procura senza pietà alcuna, azzannando e assalendo qualunque umano gli capiti a tiro. Ma una cosa diversa dagli altri la fa: tra un cervello e una spalla, tra la cena e l'aperitivo, R riflette. Pensa. Ma che farsene dei pensieri se non riesci nemmeno a mutarli in parola, a condividerli con qualcuno?
Sarà con l'ennesima carneficina che le vicende, per R, prenderanno una piega inaspettata. Assaggiando, infatti, il cervello di Perry, R stringerà un forte legame con la fidanzata di lui, Julie. Grazie a Julie e per Julie, in R avverranno molti cambiamenti contro ogni logica e natura; cambiamenti per i quali ambedue si ritroveranno a combattere, in un mondo dove, tra vivi e non vivi, combattere è già all'ordine del giorno.
Chi si aspetta la solita trita e ritrita storia d'amore impossibile si sbaglia: Marion, nel suo libro d'esordio, non parla di questo. Parla di amore e speranza e voglia di mordere sì corpi, ma anche la vita, e di sbocconcellarla con gusto. Dipinge a tinte forti un mondo fantastico che fantastico non è, popolato da uomini così impegnati a sopravvivere da dimenticarsi di vivere. Tra vivi e non-morti, tra corpi caldi e gelidi cadaveri, Marion ci lancia un messaggio forte e chiaro: il vero morto è solo colui che non sa più emozionarsi.
«It's easy if you try» (Imagine, John Lennon)
Warm Bodies di Isaac Marion, Fazi Editore 2011
Silvia Dell'Amore



