Jesse Petersen | Finché Zombie Non Ci Separi

Come sopravvivere a un'apocalisse zombie? Be', cavarsela non è certo facile, ma basta aver visto qualche film di Romero o sleggiucchiato un po' di fumetti per sapere cosa fare e non fare dinanzi a un mangiacervelli. 

E come sopravvivere a una crisi di coppia? Qui vi voglio; la verità è che, in questo caso, la risposta non la sa nessuno. Non ci sono ferree regole da seguire o comportamenti da evitare: non c'è rimedio se la vista del vostro partner vi fa venire l'impellente desiderio di prenotare un volo di sola andata per Copacabana o se, tra voi, sono più gli insulti che le carinerie. Si può provare, certo, a sistemare le cose, a reincollare i pezzetti di un coccio parzialmente in frantumi; il risultato, purtroppo, è spesso un mare di colla, soldi scialacquati e una serie di idee una più idiota dell'altra.

Compriamo un cane. Andiamo in vacanza. Molliamo tutto e andiamo a vivere in una fazenda in Brasile. Prendiamoci del tempo per noi. Cominciamo assieme un corso di bachata. Non invitiamo più tua madre.

Seriamente, nemmeno a uno zombie verrebbero in mente sciocchezze simili. E vi ricordo che gli zombie non sono famosi per le capacità intellettive.

smallzombAnche Sarah e David sono in crisi e le hanno provate tutte: dai battibecchi e i vari "dobbiamo-parlare" alle costose sedute di terapia di coppia, eppure non va, non va affatto. Ma un bel giorno, dirigendosi verso lo studio della costosa – e inutile – Dottoressa Kelly, i due sposini si scontrano con una terribile verità: un'epidemia zombie, scoppiata proprio nella loro Seattle e in velocissima e truculenta diffusione.

Che fare? Dove andare? Come salvare la pellaccia? Tra armi da fuoco, combattimenti, fughe in macchina e infinito umorismo, la giovane coppia sfrutterà appieno il kit di sopravvivenza di cui è provvista: il notevole background di filmografia in ambito, i consigli della psicoterapeuta (ben più validi in ambito zombie che non in quello amoroso) e loro stessi, uniti e affiatati come mai prima.

È divertente che proprio un libro sugli zombie faccia tanto riflettere. E lo fa davvero, a scapito dello humour onnipresente e delle trucide scene a base di corpi smembrati, carni lacerate e bile nera. Non fraintendete, il romanzo è e rimane un libro sugli zombie: zeppo di citazioni – è proprio il caso di dirlo – fino al midollo, dai classici di Romero a Zombieland a tanti, tantissimi altri, il primo capitolo della saga della Petersen è davvero un omaggio a tutti i fanatici di zombie apocalypse. Ma c'è di più.

C'è una storia di sopravvivenza: agli zombie, sì, ma non solo. Qui si parla di come sopravvivere al quotidiano, a quelle banalità che pian piano, giorno dopo giorno, logorano corpi, spiriti e relazioni. Quelle sciocchezze di ogni dì che, come zombie, si avventano sulle nostre carni e le sbrandellano, tramutandoci in mostri, in esseri barcollanti che, per sopravvivere, altro non possono fare che rifarsi sul prossimo, sbranandolo a loro volta.

La Petersen ci presenta il problema in maniera brillante, proponendoci una lettura piacevole e divertita, perfetta per l'estate; facendoci ridere molto e disgustandoci moltissimo, la scrittrice ci pone però davanti a un dilemma intricato come il cervello umano – prelibatezza di cui, si sa, gli zombie van matti.

Siamo in grado, potenzialmente, di sopravvivere a un'apocalisse zombie. Ma siamo altrettanto in grado di sopravvivere a noi stessi?

Finché Zombie Non Ci Separi, Jesse Petersen, Multiplayer.it Edizioni. Traduzione di Veronica La Peccerella.

 

Silvia Dell'Amore

Dostoevskij diceva che la bellezza salverà il mondo; io dico che lo farà il cioccolato.

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.