Juan Jacinto Munoz Rengel | L’assassino ipocondriaco

L'assassino ipocondriaco M.Y. ha l'obiettivo, professionale, di uccidere Eduardo Blaisten, per cui è stato pagato in anticipo. E M.Y., che è di morale kantiana, non può tirarsi indietro nemmeno se oggi, come domani e dopodomani, è il suo ultimo giorno di vita.

Il romanzo è un simpatico espediente per creare un trittico a corrente alternata molto regolare di aneddoti sulla vita di Grandi Uomini del passato, micro-trattati su malattie improbabili che affliggono il signor Y, e i suoi tentativi di omicidio. Perciò mentre seguiamo M.Y. che cerca di uccidere Blaisten in modi sempre più demenziali, perché accanto all'erudizione è di una goffaggine grottesca alla Mr. Bean, scopriamo i mali, o presunti tali, di Kant e Coleridge, Swift e Cartesio. Certo, c'è anche Joseph Merrick, l'Uomo Elefante, che a un certo punto fa sentire le sue ragioni sulle lagne degli intellettuali ipocondriaci, perché il narratore da un punto di vista prettamente clinico è evidentemente inaffidabile, anche se da qualche parte nell'inconscio brilla la luce della malafede. Sempre seguendolo per le vie di Madrid, scopriamo l'esistenza di malattie, e l'origine mitologica anche alle volte, particolarmente rare, vere o presunte: una su tutte la Sindrome dell'Accento Straniero, la più divertente soprattutto per gli effetti sulle conversazioni.

Spulciando tra le note biografiche di Juan Jacinto Munoz Rengel si scopre che l'autore insegna scrittura creativa a Madrid e che L'assassino ipocondriaco è il suo primo romanzo. L'impressione è proprio quella di un libro creato in laboratorio mescolando abilmente pochi elementi (un assassino, malattie altamente invalidanti che lo affliggono impedendogli di compiere il proprio dovere, la vittima, la sua amante, la sorella della vittima e il racconto delle patologie di alcuni grandi del passato) per ottenere un prodotto pulito e piacevolmente commercializzabile. Per i lettori carnivori sembrerà un ottimo spuntino vegetariano. Il libro scorre via  una frase breve concisa e ordinata dopo l'altra, un capitoletto (la media è di 3 pagine) dietro l'altro. Così pulito da poter stare comodamente tra gli scaffali asettici dello studio del medico di famiglia pronto da essere tirato fuori e prescritto al primo ipocondriaco di passaggio.

Tra le molteplici possibilità di lettura vengono suggerite: quando si deve affrontare una serie di sedute mediche, utile nelle attese brevi, difficilmente perderete il segno o rimarrete a metà del capitolo, il signor Y. e le eminenti personalità menzionate con tutti i loro acciacchi vi strapperanno un sorriso distogliendovi dal vostro dolore reale; appena prima di leggere o appena dopo aver letto un tomo a scelta tra L'uomo senza qualità, l'Ulisse, Guerra e Pace o Infinite Jest (per coloro che non conoscono le mezze misure) o l'inizio di un ciclo di letture a difficoltà progressiva propedeutiche la lettura di uno dei tomi sopra elencati o affini (per coloro che conosco le mezze e anche i quarti di misura).

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