Julio Ramón Ribeyro | Solo per fumatori

La sigaretta ci procura una specie di piacere perfetto. È squisita e ci lascia insoddisfatti. (Oscar Wilde)

Al solito, Wilde ci aveva visto lunghissimo. In sei parole è riuscito a sintetizzare il rapporto che vi è tra il fumatore e le sue amate bionde, rapporto talmente forte e insopprimibile da poter essere quasi paragonato alla relazione amorosa, se non per una distinzione fondamentale: l'amore tra uomini finisce, quello tra fumatore e sigaretta no. Mai. Certo, possiamo smettere, sospendere, ridurre il fumo, ma una cosa è certa: se la sigaretta non ci manca, vuol dire che non siamo mai stati veri fumatori. 

Perché c'è un mondo al di là della mera dipendenza da nicotina o dalla gestualità, dal rito: un mondo fatto di silenzi, di riflessioni che, come fumo, si spargono in qua e in là nelle stanze per poi dissiparsi come se non vi fossero mai state. Un mondo fatto di odori sgradevoli, di retrogusti amari, di occhi rossi e dita gialle. Un mondo così vivo, così reale e condiviso, eppure riservato: solo a chi fuma è consentito entrare, solo ad essi viene consegnata la chiave che dà modo di aprire i cancelli all'ingresso: una chiave, per l'appunto, cilindrica e compatta, che si chiama sigaretta.

Ribeyro è un fumatore fedele e devoto, tant'è che dice, a inizio libro, «Pur non essendo stato un fumatore precoce, da un certo punto in poi la mia storia si confonde con quella delle mie sigarette.» Lo scrittore peruviano arriva a vendere i libri, il suo Balzac, per un pacchetto di Lucky. Amore in cambio di amore. Un amore altalenante, combattuto, quasi catulliano, e proprio per questo ancora più vivido e senza tempo.

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

fumatoriMa torniamo dunque al libro, allo splendido libro di Ribeyro. È davvero un volume solo per fumatori? In parte. Lo scrittore è celebre in lungo e in largo per i suoi racconti, e gli otti gioiellini di questa raccolta non sono da meno. Ribeyro ci porta un po' ovunque: a Lima, a Capri, a bordo di una Jeep scassata per andare a rimirare le stelle nel deserto. Ci fa sedere e accomodare in baretti di piazza, nei salotti chic della borghesia intellettuale, nelle stanze di albergo che accolgono più amanti che valigie. Ci fa bere e mangiare a dismisura, ci fa fare l'amore, prende il bello della vita e lo incastona lì, intrappolato nelle istantanee di momenti così preziosi che viene voglia di rubarli.

Di questo, possono davvero godere tutti, nessuno escluso. Per spiegarvi quale il plus inevitabilmente riservato a chi fuma, devo soffermarmi nuovamente sulla figura del fumatore. Esistono due tipologie di fumatore: quello a cui piace fumare e quello che ama fumare. Per quanto riguarda il primo, la sigaretta è fatta di dopo: si fuma dopo i pasti, dopo il sesso, dopo una dura giornata di lavoro o un caffè ristoratore. Per chi ama fumare è diverso: in questo caso, la sigaretta è fatta di mentre. Questo l'extra, l'omaggio alla setta di cui Ribeyro si fa fiero portavoce; in ogni singolo racconto, tinteggiata morbidamente sullo sfondo, appare lei, Domina discreta e silenziosa, avvoltolata nel fumo di cui ama attorniarsi. È lei la spettatrice onnisciente, colei che tutto sa e tutto vede, che accompagna i protagonisti con la fedeltà di una sposina e che lo fa in punta di piedi, senza disturbare. Storie diverse, persone differenti, situazioni opposte, con lei come unica costante, presente ma discreta.

Quanto dice Wilde è vero: la sigaretta lascia insoddisfatti, ché dei suoi baci ne vorremmo ancora e ancora («Da mi basia mille, deinde centum, Dein mille altera, dein seconda centum»), non smetteremmo mai. Ma il libro di Ribeyro è diverso: la soddisfazione, a lettura ultimata, è più che raggiunta, e respirerete gioiosi e alleggeriti come dopo la prima sigaretta del mattino.

Venti secoli fa l'imperatore Augusto stabilì qui la sua residenza estiva e Tiberio vi dimorò dieci anni e costruì dieci palazzi. È dimostrato che nessuno dei due fumava e quindi sarebbe fuori tema, ma il Vesuvio invece sì che si mise a fumare e con così tanta passione che il suo fumo e le sue ceneri coprirono le vigne e le abitazioni dell'isola e Capri entrò in un lungo periodo di decadenza.

Solo per fumatori, Julio Ramón Ribeyro, laNuovafrontiera 2013. Traduzione di Nicoletta Santoni.

Silvia Dell'Amore

Dostoevskij diceva che la bellezza salverà il mondo; io dico che lo farà il cioccolato.

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