Claudio Grattacaso | La linea di fondo

Tu scappi e il destino t'insegue. Forse è meglio lasciarsi raggiungere e trovare un accordo.

La linea di fondo è un libro che parla del calcio, delle sue illusioni, dei suoi personaggi meschini, delle utopie e delle sconfitte. Non è vero. Sì, il protagonista è un calciatore – un ex calciatore professionista per la precisione – Josè Julian Pagliara è stato un campione e ci racconta della sua vita sportiva, ma la usa per parlarci d'altro. Questa la chiave del libro d'esordio di Claudio Grattacaso, segnalato dal comitato di lettura del Premio Italo Calvino e papabile finalista nella prossima cinquina del Premio Strega.

Copertina_La_linea_di_Fondo_di_Claudio_GrattacasoIl calcio come metafora della vita, assunto alquanto banale direte voi, e a ragione, ma ne La linea di fondo c'è qualcosa di più, qualcosa di vero che emerge chiaro dalle vicende di José Pagliara, detto Freccia. Lo sport è ciò che fa da sfondo e da contrasto alla vita quotidiana, alla difficoltà di uscire da un mondo fatto di regole e affrontare il caso, il destino fatto di personaggi meschini, distratti e assenti che si aggrappano alle vite altrui, che cercano una redenzione o un trampolino di lancio.

La routine quotidiana di un ex campione travolto dalla bufera del calcioscommesse diviene insopportabile: i sensi di colpa, i ricordi che tornano ossessivi a tormentare il presente, il peso delle sconfitte soprattutto fuori dal campo sono la materia del romanzo, le tematiche su cui il protagonista riflette la sua frustrazione per una vita disillusa, una famiglia a pezzi e una società nella quale non riesce a trovare il suo posto.

La storia di Freccia è la ricerca di una seconda possibilità, il trovare quello squarcio che lo ha portato, ventisette anni dopo, a fare il sunto della sua esistenza, costretto a rivivere il calcio dei campetti di terra negli anni Ottanta, degli stadi nei Novanta e del marcio che è sempre stato lì ad attenderlo. Tutto questo con l'amara consapevolezza che ci troviamo a fare i conti con una serie di piccoli mattoni, e senza nemmeno accorgerci ci siamo trovati davanti un muro.

Claudio Grattacaso, La linea di fondo, Nutrimenti, 256 pagine

Michele Danesi

È un temibile sociopatico. Da poco trasferitosi a Torino, lotta per il partito del maschio col ferro da stiro. Per lui non esistono limiti spaziali o temporali; quando non stira lenzuola, legge e scrive in continuazione: ha capito che in questo modo le persone evitano di parlargli. Nonostante questo, vive nell’insana consapevolezza di piacere agli altri.

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