Luca Ricci | Mabel dice sì

Photo credit:  come in uno specchio

I personaggi di Luca Ricci, autore spietato perché preciso, sono personaggi sconsolati, ossessionati, crudeli o, se genuini, se mossi da vera bontà – o talento – inutili, incompresi, destinati a soccombere assassinati dal contesto. 

Mabel dice sì ospita un pianista fallito, una receptionist che spalanca le gambe per amore del prossimo, i suoi torbidi amanti, chi ne approfitta, chi rimane incastrato, un albergo, le veglie notturne del pianista fallito ora portiere. Un nuovo lavoro, la soddisfazione di guadagnare, un pianoforte immobile ed impolverato, le ossessioni quotidiane di ognuno. 

Mabel con il suo sorriso negli occhi esprime un erotismo celato da un corpo “senza forme” che la rende irresistibile agli uomini.  Le stanze dell’albergo sono lo scenario di questo fangoso scambio di sesso e amore, compagnia, soldi, solitudine, insicurezze, pettegolezzi ed invidie. 

Tutto scorre sotto gli occhi accidiosi del protagonista. Impossibile per lui reagire al fascino di Mabel, unico immune, osserva imparziale il flusso di eventi, tra clientela dell’albergo e quella di Mabel, fino a ritrovarsene  irrimediabilmente immischiato. 

Dopo la Persecuzione del Rigorista, romanzo (o racconto lungo), equilibratissimo, perfettamente calibrato, sia come trama che come stile, Mabel dice sì è la degna continuazione di un autore destinato ad avere un posto nella nostra letteratura. 

 

Luca Ricci, Mabel dice sì, L'arcipelago Einaudi, 2012

 

Emma Piazza

Vivo a Londra, lavoro in editoria, studio portoghese brasiliano e non vedo mai il sole. Però ingrasso.

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