Lui sa perché | Carolina Cutolo e Sergio Garufi

fonte foto: radiotsunami

 

Vi è mai capitato di vedere le premiazioni degli atleti olimpici? Certamente sì. Allora avrete notato come, alcuni di loro, replichino sul podio lo stesso atteggiamento sicuro che hanno durante la gara, mentre altri si guardano attorno, un po’ goffi e imbranati.

Sembrano quasi domandarsi cosa ci facciano lì, il loro posto è la pista (la piscina, la piazzola di lancio ecc.…) e sono imbarazzati per tutta quell’attenzione. I loro volti giovani esprimono la gioia, ma in maniera molto meno intensa di quanto facevano all’arrivo. Non si sentono così sicuri come quando gareggiano: semplicemente non sono preparati a gestire quel tipo di situazione.

Mentre l’inno nazionale suona, rimangono immobili e sorridenti, ma nei loro occhi, oltre alla felicità, si possono quasi iniziare a scorgere i primi pensieri da post-vittoria: E adesso? come cambierà la mia vita?

Nelle interviste che seguono la premiazione, rispetto a quelle fatte immediatamente dopo la gara, gli argomenti cambiano. Si passa da “…e a quel punto ho pensato che dovevo mettercela tutta” o "oggi mi sentivo proprio bene" a “Ringrazio i miei genitori, che mi hanno sempre sostenuto, e il mio allenatore che mi ha preparato” senza mai dimenticare il classico “Ho lavorato molto per arrivare fino a questo punto”.

Questo perché, nel frattempo, hanno avuto la possibilità di pensare al discorso e di ragionare su come impostarlo.

Lo stesso tipo di pensieri porta gli scrittori a comporre la pagina dei ringraziamenti dei loro libri.  Sono alla fine di un lungo percorso: la prima stesura, le correzioni, la ricerca di un editore (per molti di loro), l’editing. E a questo punto troviamo due generi di persone: quelle in grado di comprendere che la pubblicazione non è il traguardo della corsa, ma rappresenta solo un punto di ristoro e gli altri, quelli meno preparati.

Lui sa perché, di Carolina Cutolo e Sergio Garufi (ISBN Edizioni, 2014), è un libro in cui le pagine finali dedicate a familiari o amici sono analizzate e divise in generi, a seconda delle intenzioni dei loro autori. Troveremo quindi i tolemaici, convinti che tutto il mondo giri intorno a loro, coloro che si vantano delle loro conoscenze e anche i vendicativi, che sbandierano l’avvenuta pubblicazione in faccia a coloro che in passato li hanno criticati.

I ringraziamenti finali sono il luogo dove l’autore lascia il posto all’essere umano, qui abbiamo la possibilità di conoscerli meglio e, stando attenti, riusciamo a cogliere tra le righe scorci della personalità di chi scrive. In questo non vi è differenza tra autori famosi; Massimo Gramellini, Licia Troisi, Fabio Volo, Walter Veltroni, Federico Moccia, Silvio Muccino, Daria Bignardi e sconosciuti.

Ma è nei ringraziamenti di questi ultimi che si trova il lato più interessante di Lui sa perché. Come giustamente ci fa notare Sergio Garufi, in esse troviamo un'ingenuità commovente: 

La ragione di tanta naïveté è facilmente intuibile, gli esordienti sono quelli che conoscono meno le leggi del mercato editoriale, non hanno ancora piena consapevolezza del fatto che la semplice pubblicazione di un libro non è una promessa di immortalità, e men che meno significa «avercela fatta».

E difatti è fra le loro pagine che è più facile avvertire un sapore amaro di rivincita, un tono rancoroso unito a un’esaltazione fuori luogo, tanto che quelle interminabili liste di anonimi ringraziati fanno quasi l’effetto di un obituario delle illusioni

Se in Italia, come spesso si dice: ci sono più scrittori che lettori, possiamo considerare questo libro uno specchio della nostra realtà, dei nostri difetti e delle nostre manie.

Vi saluto aggiungendo il mio grazie a quello dello scrittore Alessandro Salas che, nelle pagine finali della sua opera Schizoamore, ha scritto:

E infine un grazie particolare a Iapilone Andrea, che è un signore che ho trovato sull’elenco del telefono e ho pensato che magari poteva fargli piacere essere ringraziato a sorpresa su un libro.

Carolina Cutolo e Sergio Garufi – Lui sa perchè – ISBN Edizioni – 11,00€ (in ecommerce)

Davide Piccirillo

Nel tempo libero somiglio ai miei gatti: amo dormire, stare sdraiato sul divano, alzarmi, stirarmi, guardarmi in giro e poi tornare a stendermi. Rispetto a loro ho la possibilità di leggere (libri, fumetti) e vedere film o serie Tv. La sfrutto abbastanza.

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