Luigi Manconi | La musica è leggera

Avete presente il penultimo film di Allen, Midnight in Paris, in cui il protagonista viene catapultato nella Parigi di un passato sognato e sognante e si trova a tu per tu con personaggi che fino a quel momento aveva idolatrato? Ecco, succede un po’ la stessa cosa, con La musica è leggera, edito Il Saggiatore, anche se qui non si incontrano Zelda, Hemingway e Dalì, bensì i protagonisti della scena musicale italiana dell’ultimo mezzo secolo.

La musica è leggera è il libro di un viaggio e il luogo di partenza è la Sassari a cavallo tra gli anni ’50 e ’60. In mezzo, da pagina 1 a pagina 460 ci sono tantissimi luoghi e tantissime facce e tantissime canzoni.

Non è, questo volume, solo la storia della canzonetta italiana dagli anni ’50 ad oggi. È soprattutto la storia di chi ha fatto la storia di quelle canzoni, e ancora di più la storia degli incontri, degli aneddoti, degli scambi, che Luigi Manconi ha avuto con loro. Così la vita dell’autore, dalla Sardegna a Roma, da Roma a Milano e poi un po’ dappertutto, si intreccia con le note di Gino Paoli, di Gaber, di Conte, di Battiato. E capita di trovarsi all’angolo tra Campo de’ Fiori e vicolo dei Venti e vedere Lucio Dalla che dorme in una macchina perché trova l’amico De Gregori con la febbre e decide che è meglio dormire all’aperto, oppure di partecipare a una telefonata tra Manconi e De André o di addentrarsi nelle pieghe della querelle mai chiusa su Battisti e le sue tendenze estremiste di destra, esattamente come se fossimo lì anche noi, teletrasportati in un mondo con le Lire, le cabine a gettoni, le radio che suonano musica bella, il futuro che sembra essere solo meglio rispetto al presente.

Su uno sfondo non troppo lontano c’è la storia d’Italia, con il boom economico, la politica, le rivolte studentesche; e i tre piani – quello personale, quello musicale e quello storico – sono lì a passarsi la palla in un racconto che non diventa mai retorico, anche se a volte minuzioso al punto da poter sembrare ampolloso. L’impianto sociologico di Manconi si avverte, ma lascia ampio respiro alle storie personali e ai toni dolci, quasi malinconici; come quelli di uno zio che, seduto in poltrona, ti narra una fiaba che avresti voluto vivere tu.

La musica è leggera, Luigi Manconi, Il Saggiatore, 2012.

Silvia Cardinale Pelizzari

Vorrebbe saper scrivere come Rulfo, avere la fantasia di Cortázar e andare a cena con Franzen. Di Finzioni è un po' ufficio stampa, un po' co-direttore editoriale.

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