Maggie O’Farrell | Istruzioni per un’ondata di caldo

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Ci sono libri che ti piacciono dal primo momento, anche solo per il titolo. Istruzioni per un'ondata di caldo (Guanda) di Maggie O'Farrell, è uno di questi (altro grande titolo, a mio parere è Le luci nelle case degli altri, di Chiara Gamberale, ma questa è un'altra storia…). Alcuni di questi romanzi non tengono fede alle premesse, lasciando nella bocca del lettore un sapore amaro, ma non è questo il caso del titolo di cui vi parlo oggi, che invece si conferma piacevole e interessante pagina dopo pagina.

Man mano che andiamo avanti nella lettura, trovando in alcuni passaggi delle descrizioni di comportamenti particolari o dei dialoghi brillanti, siamo spinti a selezionare nella nostra memoria le persone a cui vorremmo suggerirlo. Facendo partire una speciale versione della catena di Sant'Antonio: “Sì,sì, è proprio bello. Piacerà sicuramente a mia suocera, al mio amico Tizio, alla cognata di Caio e a altri otto miei conoscenti”. Ma fortunatamente, nel caso non riuscissimo a trovare il numero adeguato di persone a cui consigliarlo, non sono previste sciagure di nessun tipo.

Maggie O'Farrell descrive la storia di una famiglia allo stesso tempo molto particolare e molto comune. Certo, i problemi e le difficoltà che affronta il clan Riordan sono inusuali: a partire dall'improvvisa scomparsa del padre/marito, che durante la torrida estate del 1976, mentre a Londra vengono varate ordinanze municipali per contrastare la penuria d'acqua, ritira i soldi dal conto corrente e sparisce senza dire nulla a nessuno.

La maniera con la quale la madre, Greta, e i tre figli, Michael Francis, Monica e Aoife, fanno capo a questa situazione e si rapportano tra loro, è quella tipica di molte famiglie: dove l'affetto e il fastidio convivono insieme, in cui ci si sente incompresi per poi, qualche tempo dopo, accorgersi che quel determinato gesto, quella parola detta al momento giusto, può essere fatta solo dalle persone con cui hai convissuto per tanti anni e che ti conoscono così bene. Ed è in momenti come quelli che capisci bene perché familiare (nel senso di usuale) e famigliare (inteso come componente della famiglia) sono due parole che si somigliano così tanto.

L'autrice è capace di descrivere situazioni complicate e burrascose con il tono calmo di un racconto fatto davanti al fuoco, senza enfatizzare il climax o aumentare la tensione. È come se dicesse: “tranquillo lettore, certo le cose si sono messe male, ma vedrai che alla fine tutto si risolverà per il meglio. Nelle famiglie è spesso così: si litiga, ma in fondo ci si vuole bene”.

Un altro elemento con cui Maggie O'Farrell caratterizza il libro è l'Irlanda. Anche se per la maggior parte del tempo l'azione si svolge a Londra, il comportamento dei personaggi, la loro cultura, i loro valori e le loro reazioni sono proprie di quella terra, così come anche i nomi:

«Mamma» ripete Aoife «Sono io.»

«Aoife?»

In quel momento capisce che sua madre è l'unica a pronunciare il suo nome come si deve. L'unica persona nella cui bocca suona come dovrebbe. Il suo accento – di Galway, impossibile sbagliarsi nonostante siano passati anni – sottolinea la prima sillaba con un suono a metà tra la e e la a, e la seconda con una misteriosa fusione tra la v e la f. Il nome è un mix di «Ava», «Eva» e «Eve».

Leggendo questo romanzo capiamo come Italia e Irlanda si somigliano – e non solo per quello che riguarda le bandiere: verde, bianca e rossa l'una e verde, bianca e arancione l'altra -, ma soprattutto per il modo di pensare e di sentire dei loro abitanti. Forse è proprio a causa di queste similitudini che ho avuto un moto d'affetto per i personaggi del romanzo, sentendoli vicini a me e veri.

La scrittrice inserisce nel romanzo diversi argomenti: le difficoltà degli immigrati irlandesi, dell'ostilità che incontravano con la popolazione locale a causa dei problemi di lavoro e delle ripercussioni che le azioni dell'IRA avevano sulla loro vita; i problemi di una bambina dislessica in un mondo che ancora non riconosceva quella malattia; la difficoltà di far convivere i propri convincimenti religiosi con gli accadimenti della vita e la complessità della vita di coppia. Ma riesce a farli convivere tutti insieme, senza creare confusione ma, anzi, lasciando che questa varietà diventi una ricchezza.  

Concludendo, se, guardando le recensioni che ho scritto in precedenza, pensate che i miei gusti siano simili ai vostri, vi consiglio di acquistare questo libro: ne vale la pena.

Maggie O' Farrell, Istruzioni per un'ondata di caldo, Guanda, 2014

Davide Piccirillo

Nel tempo libero somiglio ai miei gatti: amo dormire, stare sdraiato sul divano, alzarmi, stirarmi, guardarmi in giro e poi tornare a stendermi. Rispetto a loro ho la possibilità di leggere (libri, fumetti) e vedere film o serie Tv. La sfrutto abbastanza.

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