Malefica luna d’agosto | Cristina Guarducci

Partiamo dagli intramontabili pregiudizi. Di norma affronto la letteratura italiana contemporanea con il sopracciglio alzato, poi capita che li sollevi entrambi, per disappunto spesso, per incredulità sbigottita di fronte al piacere inaspettato alle volte. E questo è successo con Malefica luna d'agosto di Cristina Guarducci.

Mi ha conquistato a pag. 9 parlandomi di Daria:

Nata donna per sbaglio, la cui virilità faceva impallidire tutti i maschi quando li sfidava a botte, a nuoto, a parolacce, e vinceva sempre.

Qui c'è qualcosa di epico, ho pensato, di mitologico, di omerico anche, e non sbagliavo. E nemmeno sapevo ancora che la Guarducci aveva scritto in precedenza Mitologia di famiglia (che non vedo l'ora di recuperare). Questa abile signora fa un uso dell'iperbole alquanto memorabile, abbastanza esilarante e così esageratamente stellare che par di entrare in una storia antica, come poi in un certo senso accade.

maleficalunad'agostoLa suddetta Daria è un membro di questa famiglia strampalata e letteralmente mostruosa (come avrà modo di scoprire chi si avventurerà in questo mirabolante librino perfettamente estivo), che spiamo attraverso l'unico personaggio narrante in prima persona, una ragazzina di cui sappiamo poco o niente, tranne che è vittima consenziente della temibile amazzone Daria, che tra le altre “Ripartiva imperterrita, con quei muscoli d'acciaio che intimorivano i pesci”. La ragazzina alle soglie dell'adolescenza è più che altro una piccola Achille dal “pié rapido”, che sbaraglia i nemici con arguzia e forza d'animo, che si lancia in imprese belliche per testare la forza dei suoi muscoli e la finezza del suo ragionare. Il suo tallone essendo l'invisibilità agli occhi dei genitori, troppo impegnati in altre faccende, e contro cui Daria dalla mano lesta sembra potere poco, ma che vediamo alla fine dare luogo a una trasformazione che ci riporta anche alle fiabe, al brutto anatroccolo che diventa cigno. Fiaba un po' dark, però.

Accanto alle iperboli salta fuori la Maremma, sotto al cui sole cocente la storia è ambientata, e una serie di dettagli che calano le avventure archetipiche in un quotidiano iper-riconoscibile, come quando il padre di famiglia, dal carisma di fronte a cui tutti cadono in ginocchio folgorati, quell'Ughino piccolo brutto e debosciato, se ne arriva alla casa al mare seguito da scorte di auto di lusso, cavalcando “un motorino Solex scarcagnato”. La moglie dell'Ughino se ne sta placida, più o meno ignorando le figlie (tra cui Daria) nella sua bellezza ultraterrena, ricca come solo nei film, ad aspettare l'amato e a tendergli imboscate d'amore, fino a che non arriva il di lui fratello a mandar tutto all'aria.

Giù giù per tutta l'avventura funambolica e picaresca, snocciolata attraverso un montaggio serrato e feroce, si inanellano descrizioni che incastrano perfettamente un tono alla Dracula di Bram Stoker con un più familiare Fantozzi alla riscossa, sarà che la figura mostruosa in questione si chiama Gaddo, e fai fatica dunque a esserne sinceramente spaventato. E alla fine rimani più che altro piegato dal ridere ma contemporaneamente estasiato.

Poi la storia è una saga familiare, che ha a che fare con il riscatto, le eredità, i figli abbandonati e traditi, la povertà e la ricchezza, un po' David Copperfield e Cenerentola, un po' di scoperta del primo amore, della grande passione e insieme anche la Famiglia Addams. C'è la bruttezza come disgrazia irredimibile, la miseria come affronto peggiore della peggiore tragedia, e un qualcosa dell'umorismo ebraico alla Woody Allen, soprattutto in quella nonna con le visioni, stretta com'è al cane rabbioso che lei sola riconosce come il marito reincarnato.

Fiaba gotica e anche Bildungsroman, Conte di Montecristo e soprattutto Dark Shadows (quel film commedia con Johnny Depp che fa il vampiro stralunato), questa luna d'agosto merita assolutamente le ore di calda lettura tolte all'ozio estivo.

Cristina Guarducci, Malefica luna d'agosto (Fazi editore, 2015)

3 Commenti
  1. Ho appena scoperto anch’io la Guarducci, proprio grazie a questa luna d’agosto in offerta ebook. Stesso tuo entusiasmo. E mi sono fiondato a cercare i precedenti libri. Ho letto a mitologia, e mi ha fatto un curioso effetto, è di nuovo una favola gotica su una famiglia a dir poco interessante, ma del tutto diversa dal successivo libro. In pratica sembrano due temi con la stessa traccia fatti da due persone diverse. Notevole, e perfetta per la stagione, appunto.

  2. Ciao Sergej, sono curiosa! in che modo è totalmente diverso? (comunque adesso lo cerco e lo leggo prestissimo anch’io!)

  3. Nel senso che è sempre la storia di una famiglia ‘strana’, ma con ‘mostruosità’ diverse, sempre con intrecci amorosi leciti e illeciti, in questo caso narrata come ricordi d’infanzia da una delle sorelle. Per questo i due libri mi sembrano lo svolgimento del tema “raccontate la storia di una famiglia bizzarra” svolto da due persone diverse.