Massimiliano Pieraccini | L’anomalia

Benvenuti a Brioches, la rubrica di quelli che, oltre ai classici e ai saggi da nerd, vanno anche in libreria per leggersi i libri appena sfornati.

Un frattale è un oggetto geometrico che si ripete nella sua struttura allo stesso modo su scale e livelli diversi. E più leggo certi libri, più mi sembra che l’idea di ricorsività tra livelli si applichi a un sacco di cose. C’è un libro, L’anomalia, che parla di scienza e fisica e funziona come la scienza e la fisica. E la scienza e la fisica funzionano come la letteratura, o almeno i discorsi su di essa. E i discorsi su di essa funzionano come la scienza e la fisica. E come questo libro.

I pilastri [della scienza] sono i risultati delle misure sperimentali ma le possibili teorie sono innumerevoli. Anzi, c’è di peggio, per quello che ne sappiamo non esiste neppure un’unica teoria coerente”. D’altra parte “datemi quattro punti sperimentali e ci faccio passare un milione di curve diverse”. A Erice, paesino siciliano a forma di triangolo equilatero, perfettamente simmetrico, si incontrano gli stati generali della scienza mondiale per parlare di nucleare e altri inghippi, scontrandosi con il concetto a mio parere più bello dell’approccio sperimentale: la sua asimmetria (999 volte l’esperimento funziona, la millesima no e tutta la teoria crolla).

Poi parte un thriller con sorprese finali, ma non roviniamo la lettura; basti sapere che come la scienza è una costruzione soggettiva e spesso incoerente di ponti che uniscono i pochi pilastri sperimentali, molti dei quali issati centinaia di anni fa, anche l’investigazione è una serie caotica (nel senso “fisico” del caos) di ricerche a partire da poche prove, tra l’altro illuminanti più per noi che leggiamo che per loro che le scoprono.

E allora, usando qualche delitto come scusa, il libro racconta l’incredibile storia pre e post Chernobyl, la crittografia quantistica, i dilemmi della scienza (che come il rock and roll sembra ormai morta da un po’ di anni) e altre robe di Gödel e Heisenberg che se tirate fuori all’aperitivo dopo un paio di Negroni fate la figura di quelli che hanno studiato. È un libro che ti fa sentire intelligente perché ti fa capire cose che non dovresti capire. Cose difficili che non sono difficili.

E i discorsi sulla letteratura, così come la scienza e la fisica, così come questo libro, “sono dei sistemi con un gran numero di espressioni che non possiamo dire con certezza vere o false”. O meglio, sembrano vere se seguiamo un percorso logico, sembrano false se ne seguiamo un altro. E sono meravigliose se, semplicemente, continuiamo a leggere, e a sperimentare.

L’anomalia di Massimiliano Pieraccini. Rizzoli 2011.

 

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

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