Mathias Énard | Zona

Benvenuti a Brioches, la rubrica di quelli che, oltre ai classici e ai saggi da nerd, vanno anche in libreria per leggersi i libri appena sfornati.

*   *   *

Nemmeno le dive di Omero riuscirebbero a cantare debitamente Zona in poche manciate di versi. Perché Zona non è solo un libro, bensì un ricordo, vivido e ancora sanguinante, lungo 517 pagine. Nessun punto fermo, ma sole virgole e doppi punti a intervallare la lunga frase di Énard, creando un ritmo che ben si accosta al lento e inesorabile avanzare del treno notturno Milano-Roma su cui viaggia l'anti-eroe Servain.

Suddiviso in 24 canti come l'Odissea, paragonato per molti versi a Le Benevole di Littell, Zona è stato conclamato come caso letterario. Non un flusso di pensieri joyciano, non un saggio storico, non un mero romanzo epico; catalogare l'opera di Énard è difficile come racchiudere la Storia in una valigetta.

Eppure è proprio questo ciò che contiene la ventiquattrore di Francis Servain Mirkovic, soldato nei Balcani e poi spia per i servizi segreti francesi: la Storia di quella "Zona" che è il Mediterraneo, il cui bel mare è striato di rosso per la molteplicità di guerre che «infiniti addusse lutti» nell'arco del XX secolo. Documenti, testimonianze preziose e scottanti, tutto racchiuso in una valigetta che Servain trasporta con sé, su quel treno Milano-Roma dove si si muore di caldo e la Memoria è ciarliera compagna di viaggio; documenti che Servain vuole vendere a peso d'oro a qualcuno vicino al Vaticano, per concludere, così, il suo passato, per fuggire dalla Zona. Ma sfuggire al passato è difficile, e ogni tappa è un cassetto che aprendosi rivela nuovi ricordi; ricordi di persone, amori e tradimenti, grondanti sangue e atrocità.

L'incalzante, martellante romanzo di  Énard rimbomba forte e chiaro nella notte di quell'ultimo viaggio, dipingendo a tinte forti un Mediterraneo estraneo a quello da cartolina; una Zona intrisa di orrori a non finire, brulicante corpi e cadaveri, tetro teatro di guerre lunghe e interminabili come una frase senza punti.

Zona di Mathias Énard, Rizzoli 2011

Silvia Dell'Amore

Silvia Dell'Amore

Dostoevskij diceva che la bellezza salverà il mondo; io dico che lo farà il cioccolato.

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.