Michael Dahlie | Trascurabili contrattempi di un giovane scrittore in cerca di gloria

Cose da fare dopo aver letto questo libro:

  1. Andare a New York, uscire dall’aeroporto e prendere un taxi che mi porti dritto a Brooklyn.
  2. Non abbonarmi alla rivista letteraria il Demente.
  3. Non affidare mai, e dico mai, nemmeno un canarino a uno scrittore.

Adesso vi spiego perché ho stilato questa lista: se fossi stata a Brooklyn conoscerei le strade che percorre Henry, il protagonista di Trascurabili contrattempi di un giovane scrittore in cerca di gloria (Michael Dahlie, Nutrimenti), i locali che frequenta, spesso a malincuore, pieni di hipsters e di gente tatuatissima. Sono convinta, infatti, che guarderei le cose con il suo stesso distacco perché, senza andare troppo lontano e non necessariamente oltre oceano, spesso mi capita di sentirmi un pesce fuor d’acqua esattamente come Henry. Sentirsi alieni, desiderare un altrove che non si riesce a collocare geograficamente ma, se due alieni s'incontrano, finisce la ricerca, si spengono tutti i dispositivi, motori, allarmi, gps, si tira un sospiro di sollievo, si trovano parole e argomenti e non ci si difende più. E trovato un linguaggio comune, allora, magari, io e Henry diverremmo amici e parleremmo di scrittura e di letteratura e anche del dubbio che lo assilla e sosterremmo che sì, si può corteggiare una cugina di terzo grado.

trascurabili_contrattempiIl Demente, invece, è una rivista che Henry fonda, o meglio finanzia, senza troppo convincimento. Una cosa che si è ritrovato a fare (come sempre!) insieme al gruppo di collaboratori più stronzi che si possano immaginare. Quindi, per me nemmeno una copia omaggio grazie.  Figuratevi che il direttore, quello che Henry paga, si rifiuta persino di pubblicare i suoi racconti. Già, una precisazione va fatta: Henry è uno scrittore, uno bravo e ricco. Ma è un imbranato. Appena si muove succede un cataclisma, gli eventi precipitano e si ritrova sempre in situazioni assurde e imbarazzanti. È così Henry, vive nel suo mondo, è lui il primo a stupirsi delle cose che gli accadono, come se fossero successe a un altro e non a lui.

Per quanto riguarda il terzo punto, che dire, chiedetelo a un centinaio di capre libiche, se potessero parlare ve ne racconterebbero delle belle.

Mi sono divertita molto a leggere questo libro, se ne sono accorti anche gli amici, perché io quando leggo (e non) faccio le facce, sembro una matta ma faccio le facce. Il che significa che sorrido, sgrano gli occhi, annuisco, mi acciglio e gli altri che mi osservano, capiscono se sto leggendo qualcosa di piacevole o meno; qualche pomeriggio fa, mentre leggevo il libro circondata da un gruppo di amici che nel frattempo prendevano il caffè, si sono accorti tutti che me la stavo spassando. Certo, prima di dire il titolo bisogna fare un gran respiro. Nella versione in inglese era molto più corto The best of youth – che è anche il titolo del romanzo che a un certo punto scriverà Henry – ma non rende l’idea di tutto quello che ci si trova dentro.

Con Henry vorresti cenare, bere una birra, e, personalmente, se fosse un personaggio in carne ossa gli direi: lascia perdere il Demente e vieni a scrivere per Finzioni, questo è il posto giusto per te.

MIchael Dahlie, Trascurabili contrattempi di un giovane scrittore in cerca di gloria, Nutrimenti 2013.

Laura Caponetti

intervisto personaggi che non esistono, guardo serie tv in tutte le lingue pur conoscendone solo due, sana di mente? forse!

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.