Miguel Bonnefoy l Il meraviglioso viaggio di Octavio

Ci sono periodi della nostra vita che sono particolarmente impegnativi. Non parlo per forza di grandi catastrofi o di eventi che segnano le nostre esistenze. Parlo di quelle settimane in cui pare che ogni essere sul pianeta terra voglia qualcosa da noi. Periodi in cui noi ci proviamo, ma non basta mai e non va mai bene abbastanza. E alla fine, magari, finiamo pure per non sentirci all’altezza.

Ci sono diversi modi per reagire a questi periodi. Uno è affrontarli, magari persino approfittarne e prenderli come occasioni di crescita. Un altro modo, non meno legittimo, è nascondersi e fare tutto il possibile per evadere. 

Io ho trovato un posto bellissimo per nascondermi e avere un attimo di pace in queste giornate. Un giardino, nel cuore della città, incastonato tra tre palazzi e nascosto agli occhi dei passanti da un portone socchiuso. Anche se le temperature superano i trenta gradi e non si respira, tra gli alberi e l’erba un po’ incolta si trova tregua dall’afa e dai pensieri.

Si potrebbe dire che questo giardino si trova tra la 66th e la 2nd Ave e che l’ha progettato un giovane architetto francese, nelle cui vene scorre sangue cileno e venezuelano, Miguel Bonnefoy. Insomma, il giardino di cui parlo in realtà è un libro, si chiama Il meraviglioso viaggio di Octavio, ma sembra davvero un giardino segreto in cui trovare ristoro nelle giornate difficili.

In parte è il realismo magico e il mondo lontanissimo che descrive. Un mondo che profuma di limoni e guaiave. Un mondo di bidonville sul  pendio di una collina fatta di scale con "cucine a cielo aperto, terrazzi vuoti, amache appese tra due palme" e il sole che riscalda i muri. Ma anche un mondo di palazzi, soprattutto quello che imparerete a conoscere "nascosto dietro alle quattro palme più alte della strada", e di spazi incontaminati: "dopo un acquitrino, alcuni isolotti di mangrovie avevano diviso il mare in piccole lagune. Lì, le gru blu si radunavano per poi migrare verso altre paludi". Un mondo reso ancora più fantastico dal linguaggio ricco e immaginifico dell’autore.

I personaggi di questa storia sono teneri. Certo non perfetti: hanno i loro difetti e compiono azioni stupide o, per chiamarle con il loro nome, colossali cazzate. Il fatto è che è impossibile odiarli o  prendersela con loro, come è impossibile arrabbiarsi seriamente con un cucciolo che, nella foga del gioco, combina un disastro.

Personaggi teneri e buoni, dunque, ma non idealizzati né senz’anima. Il loro trovarsi inaspettatamente commuove per la sua umanità, il loro perdersi ci rattrista, i loro errori sconvolgono noi come sconvolgono loro. Sono questi elementi – l’incontro, la  perdita, l'errore, la speranza della redenzione – che ci tengono incollati alle pagine. 

Tra tutti questi personaggi forse il più buono e tenero di tutti è il Venezuela, di cui Il meraviglioso viaggio di Octavio può essere letto come un moderno mito fondativo. Da questa prospettiva, allora, l'analfabetismo di Octavio e la fiducia che guadagna imparando a leggere, il suo coinvolgimento nelle attività di una banda di ladri, il suo successivo peregrinare, la ricerca del riscatto e la devozione al lavoro poi, acquistano un significato diverso e allegorico.

Il meraviglioso viaggio di Octavio è un romanzo tanto ambizioso quanto delicato. E se il linguaggio di ghirigori, che è poi il linguaggio dei sogni, evoca davvero un giardino segreto in cui  trovare pace dalle ansie quotidiane, sono le vicende surreali, ma al tempo stesso tragicamente e splendidamente umane a  darci la sensazione che questo giardino si possa davvero toccare. Signori e signore, ecco la realtà  magica creata da Bonnefoy: un libretto arancione di poco più di cento pagine in cui trovare  ristoro e coraggio.

Miguel Bonnefoy, Il meraviglioso viaggio di Octavio, 66thand2nd, 2015

Cecilia Lazzaroni

Mi sono buttata sui libri quando ho capito che tanto, in matematica, non avevo speranze. Mi piacciono i tulipani, i gatti, la birra, la corsa, i capelli rossi, i film d'amore, la Scozia, il verde, il football americano, i viaggi in bicicletta e trovare delle lettere tra la posta.

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