Juan Pablo Villalobos | Quesadillas

QUESADILLASTutto è iniziato nel 2011, quando Pablo Villalobos esordisce con il suo romanzo Down The Rabbit Hole (And Other Stories, 2011), tradotto anche in italiano e pubblicato da Einaudi sotto il titolo, dal gusto discutibile, Il Bambino che Collezionava Parole (2011)Ma chiamiamolo pure Down the Rabbit Hole. Comunque piace tantissimo agli inglesi tanto che viene nominato al rinomatissimo premio letterario Guardian First Book Award 2011 (ma non solo, guardate qui!). 

Da pochissimo è stato pubblicato dallo stesso editore inglese (And Other Stories) il secondo romanzo di Pablo Villalobos, Quesadillias, titolo originale: Si Viviéramos en un Lugar Normal, che la dice lunga. Non sono esattamente i primi due capitoli di una trilogia, ma hanno alcune tematiche in comune, ad esempio: il Messico.

L'esordio, Down the Rabbit Hole racconta la violenza dilagante in Messico filtrata dagli occhi di un sensibile ragazzino preadolescente, figlio di un potente narcotrafficante, costretto a vivere rinchiuso in un malinconico palazzo decadente. Conosce solo 13 o 14 persone, escludendo quelle che vede ammazzare quotidianamente, e ogni sera sfoglia il dizionario. È un libro definito tragicomico, “magico realista”, appartenente al genere della “narco-letteratura”, dark, sperimentale.

Il primo era sperimentale, il secondo è surrealista. Dice Villalobos in un'intervista  su CultureCritic (a proposito di Quesadillias):

It's a really absurd novel, a kind of experiment with realism. It's also about my concerns about how to write fiction in Mexico today. The current situation is absurd. It's a challenge to write fiction in this almost fictional reality. 

Quesadillias si apre con un fatto vero tratto dalla cronaca della città natale dell’autore. Viene eletto sindaco un membro dell’opposizione, ma il governo impianta con la frode uno dei loro. Da qui la storia dell’allora adolescente Orestes, della sua grande famiglia in un piccolo paesino, della povertà e dell’inflazione del pesos.

Poi è un climax di visioni oniriche, inseminazione di vacche, violenza, tortillas: una lucida parodia della cultura Messicana.  

Premi a parte, è un romanzo imperdibile. 

Juan Pablo Villalobos, Quesadillas. And Other Stories (2013)

Emma Piazza

Vivo a Londra, lavoro in editoria, studio portoghese brasiliano e non vedo mai il sole. Però ingrasso.

1 Commento
  1. E perché non ve ne perdiate neanche una parola, edizioni Gran Vía (http://www.gran-via.it/) sta traducendo il romanzo in italiano! Portate ancora un po’ di pazienza, presto sarà disponibile in libreria con il titolo “Se vivessimo in un Paese normale”.

    Stefania Marinoni – Gran Vía edizioni