Margaret Atwood | The heart goes last

Immaginate un tuffatore. Anzi, una tuffatrice. Immaginate Tania Cagnotto. Visualizzatela percorrere il trampolino: vedete i passi decisi, come pestati, che compie per prendere la spinta necessaria a saltare e a volteggiare poi in aria? Il trampolino è l'ultimo baluardo di terraferma, una lingua di materia sospesa nel vuoto. Tania deve averci i piedi ben piantati sopra, per poter saltare più in alto e volteggiare in aria.

La fantascienza è un tuffo di Tania Cagnotto, il mondo in cui viviamo è il trampolino e questo romanzo di Margaret Atwood è uno dei tuffi di Tania al mondiale di Kazan, uno dei cinque esercizi che le hanno fatto vincere l'oro.

Per non essere un esercizio di immaginazione, la fantascienza deve essere ben radicata nella realtà, tenere i piedi sicuri sul trampolino. Società della sorveglianza, sicurezza e libertà individuali sono i temi, attualissimi, dell'ultimo romanzo di Margaret Atwood, The heart goes last.

Margaret Atwood questi temi li conosce molto bene. Studia il presente con l'occhio di uno scienziato, ed è questo che risponde a chi meravigliato le chiede come sia possibile che così spesso le sue profezie distopiche paiano avverarsi. Così si muove con passo sicuro nel presente, prima di spiccare il salto: e se, da qualche parte, in un presente parallelo o possibile futuro prossimo, dei cittadini americani ridotti alla miseria da una crisi economica e finanziaria che non ha fatto prigionieri si trovassero a poter barattare la propria libertà in cambio di sicurezza, un alloggio e un lavoro?

Stomp, l'ultimo salto di Tania sul trampolino. Silenzio, ora è in aria.

E poi inizia a volteggiare: perché queste persone, queste che si trovano a barattare la propria libertà in cambio di un posto nel mondo, hanno una storia alle spalle. Hanno cuori, contraddizioni, caratteri. Sono inaffidabili, a volte patetici, altre, invece, incredibilmente forti. E così, tramite i loro errori, capitomboli, ripensamenti e sofferenze, Margaret Atwood ci porta non tanto a conoscere, quanto a capire parte del mondo in cui viviamo.

Non sto dicendo che The heart goes last sia il miglior romanzo di Margaret Atwood di sempre. Non mi ha colpita, ad esempio, tanto quanto la trilogia dell'Adamo pazzo, pubblicata in Italia da Ponte alle Grazie e che, nel mondiale di Kazan, sarebbe il terzo tuffo di Tania, quello che lei esegue così perfettamente da vincere virtualmente l'oro già in quel momento. Però, è uno dei tuffi di un mondiale d'oro: pure se c'è qualche sbavatura, il livello dell'atleta è così alto che il punteggio non è penalizzante, rimane astronomico.

E tu sei lì, lettore, spettatore, e non riesci a distogliere lo sguardo dalla traiettoria, incantato certo, ma non senza un qualche timore. Sapreste lasciare a metà una gara di tuffi, con la squadra cinese che ad ogni turno recupera punti? E allora provate a chiudere questo libro, se ci riuscite.

Margaret Atwood, The heart goes last, Bloomsbury publishing, 2015

Cecilia Lazzaroni

Mi sono buttata sui libri quando ho capito che tanto, in matematica, non avevo speranze. Mi piacciono i tulipani, i gatti, la birra, la corsa, i capelli rossi, i film d'amore, la Scozia, il verde, il football americano, i viaggi in bicicletta e trovare delle lettere tra la posta.

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.