NoViolet Bulawayo | We Need New Names

We Need New Names piccola

NoViolet Bulawayo è una giovane scrittrice zimbawese emigrata in America durante l’adolescenza. Il primo capitolo di We Need New Names ha vinto il Caine Prize e il romanzo completo si è classificato al Man Booker Prize. Nonostante sia un romanzo d’esordio, la Bulawayo non si sottrae al gravoso compito di descrivere la tragedia umana che si consuma quotidianamente in Africa. Tematiche, quelle del degrado e della povertà, che sembrano essere inevitabili per qualunque scrittore si confronti con questo continente.

La Bulawayo prova ad addolcire la pillola con uno stratagemma: sceglie come voce narrante quella di una bambina decenne, Darling, ed è tramite i suoi occhi che il lettore affonta visioni di cadaveri che penzolano dagli alberi, ragazzine stuprate dai nonni, una terra segnata dalla fame e vite che trascorrono sulla soglia della sopravvivenza. Così le cicatrici sul petto di un coetaneo le ricordano la polpa di un frutto, gli attacchi di dissenteria sono un’occasione per ridere e giocare, Paradise, la baraccopoli dove vivono Darling e i suoi amici, diventa un sabbioso parco giochi, nonostante i bombardamenti dei paramilitari. Sono gli anni difficili della post-indipendenza.

Ma Darling nel romanzo cresce ed emigra in America, come aveva promesso ai suoi amici dello Zimbabwe, come Godknows o Bastard, il suo personaggio matura e si evolve. Ora Darling si affaccia a un nuovo continente, distante, con una cultura completamente diversa. Porta con sé le cicatrici lasciate da un'infanzia difficile. Nella seconda metà del romanzo è più matura, più cosciente, più politicizzata, ma traspare in lei una debolezza di fondo, una sorta di sottomissione, perde un poco della freschezza e della sicurezza che la caratterizzavano quando viveva in Africa. Tipico di chi deve rinunciare a se stesso e reinventarsi in una nuova realtà come immigrato.

Darling scopre l’America con disincanto, realizza immediatamente che non si tratta della terra promessa. Il divorzio di sua zia e tanti altri esempi ne sono la prova. In America il cibo è abbondante ed eccellente, ma la vita è vuota, sua zia spende ogni secondo del suo tempo libero facendo aerobica, tutto è scandito dal bisogno di apparire e dal consumismo. Paradise è lontana, i suoi documenti non sono più validi ed è quindi impossibile rimpatriare.

Darling prende coscienza che tutto è ormai cambiato e lei e i suoi amici,

They will never be the same again because you cannot be the same once you leave behind who and what you are, you just cannot be the same.

Un feroce ed ammirevole esordio. 

NoViolet Bulawayo, We Need New Names, Chatto & Windus, 2013

Emma Piazza

Vivo a Londra, lavoro in editoria, studio portoghese brasiliano e non vedo mai il sole. Però ingrasso.

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