Francesca Vignali Albergotti |Nonostante tutto

Dovessi mai incontrare un jinn, quella volta che uscirà dalla sua lampada che avrò prontamente sfregato 3 volte, e mi proponesse un potere io voglio quello di leggere nella mente. Non l'invisibilità, non volare. Leggere i pensieri, vuoi mettere? Che poi è uno degli infiniti motivi per cui amo i libri: perché ti mostrano persone che fanno cose e il motivo per cui le fanno, o non le fanno, e ti fanno leggere nella loro mente. Che è come un eterno promemoria: uno sembra una cosa e in realtà è tutt'altro, uno dice una cosa e in realtà pensa altro. Nonostante tutto di Francesca Vignali Albergotti è l'apoteosi di tutto questo. È il motto “l'apparenza inganna” fatto a sistema.

nonostante tutto12 preamboli e un'unica caduta collettiva. C'è la sessantenne di plastica che racconta la sua vita e i suoi successi, e a seguire quello che di lei vede il marito. Ed è esilarante, e illuminante contemporaneamente, il contrasto totale tra i due punti di vista. C'è la bellezza ucraina dagli occhi sottili come quelli di un tartaro pronto alla battaglia, e insieme quello dell'uomo che le sta accanto, e quello della ex che ha lasciato per la tartara. L'ingegnere, bello e rampante, che dietro l'apparenza nasconde a tutti, e a se stesso per primo, la sua stessa misera umanità. Tutto così.

Quante volte è successo a me, o ad amiche, di pensare a questa o quella donna o uomo o coppia, a quanto di sicuro con quel fisico, con quella posizione, con quella bellezza, con quel partner, con quel lavoro, etc etc, di sicuro deve essere la persona più felice del mondo (e giù di invidia), ma se vai a vedere dietro le tende raramente è così. Come Rebecca: ha il lavoro che ha sempre sognato, brava, ben pagata, bella casa e bei regali, e poi di sé pensa:

Sono un'amica che può essere rimpiazzata fino all'ultimo momento dal primo uomo vacante che passa.

Oppure l'adolescente bellissima che pensa di essere obesa e soffre con tutto l'impegno di una ragazzina. La donna che in un pomeriggio di lavoro si vergogna delle proprie calze, che sono invece l'elemento che ha attratto l'uomo con cui finisce a letto. La professionista innamorata, sicura di non lasciar trapelare niente dei propri sentimenti, che invece sono lampanti per l'oggetto del proprio amore, inevitabilmente non corrisposto.

E si potrebbe andare avanti per ore, sapendo che la cosa più affascinante è che sono tutte minuzie che ognuno conosce da vicino. Ognuno ha un'immagine di sé che cerca di trasmettere all'altro, quando l'altro probabilmente pensa il contrario. Ognuno ha un'idea dell'altro che c'entra poco o niente con quello che l'altro pensa di sé. Può essere il compagno di una vita, il marito, il padre, la madre, la sorella, la figlia o il figlio, nulla cambia.

Nonostante tutto è un romanzo, o una sorta di raccolta di racconti incrociati, che punta il faro sul mistero che è l'uomo, questo Altro, sulle sue mosse irrazionali, sulla farsa che mette in piedi per proteggersi, sulla tremenda inconoscibilità che ci portiamo addosso, spesso senza saperlo. Ed è sempre un piacere ricordarselo. Che è poi anche la fonte primaria, questo muro di mistero, di ogni storia.

Francesca Vignali Albergotti, Nonostante tutto, Fazi, 2015

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