Olivia – Paola Calvetti

Nella vita esistono strane coincidenze che potrebbero essere non notate mai, perdendo così una buona dose di serendipidità.

Ma non è necessario, vero, che sia io a spiegarvi cosa sia la serendipidità? Nel caso invece lo fosse, ci pensa Paola Calvetti con il suo Olivia. Ovvero la lista dei sogni possibili (Mondadori, 2012, 181 p., 17 €) a raccontarvelo, e assai meglio di quanto riuscirei a fare io, che con la materia ho ben poca dimestichezza.

Olivia chi è? Olivia è tutti noi, inteso come un noi generazionale. I trentenni che hanno studiato quando studiare faceva ancora rima con sognare. E hanno sognato una carriera, hanno sognato una vita; poi si sono svegliati e si sono ritrovati precari, messi più o meno cortesemente (molto meno che più, a dire il vero) alla porta dalla DRU di turno (Dirigente Risorse Umane che meno umana non si potrebbe), tagliati, fregati, spazzati via dalla CRISI.

Magari è anche la vigilia di Natale; magari fuori nevica; magari fai il conto degli anni che hai, e dei desideri, delle speranze, dei sogni che non puoi più permetterti di avere; ti fai anche i conti in tasca e capisci che l’unico posto in cui ti è consentito rintanarti, mentre cerchi di rimettere insieme tutti i tuoi pezzi, è un modesto bar tabacchi dove te ne stai per una giornata intera a sfamare le tue pene con lacrime che piangi anche se non vorresti, con ricordi di una nonna da cui hai ereditato, oltre al nome, l’amore per le polaroid e il loro magico potere di catturare e trattenere un istante per sempre. Ma, soprattutto, con l’amara visione del tuo CV, la lista dei sogni impossibili che hai fatto voce dopo voce.

E capita che l’andirivieni di umanità che ti sfila sotto gli occhi in quel bizzarro rifugio di anime che può diventare all’improvviso un comune bar tabacchi (perché la vita degli altri va avanti sempre e comunque anche se tu hai deciso di fermare, per qualche ora, la tua) ti ispiri a stilare un’altra lista: la lista di quello che potresti ancora fare, la lista di sogni strampalati ma possibili. Il possibile e l’impossibile, insieme, alleati improbabili ma leali.

E capita anche che nella pasticceria di fronte al bar tabacchi ci sia Diego, che ha realizzato i sogni altrui ma non smette di pensare ai suoi, crollati il giorno in cui il fratello ha deciso di suicidarsi.

Ma è già capitato che le vite di Olivia e di Diego si siano intrecciate prima di quel giorno fatidico, incrociate sulle strade imperscrutabili del destino, fin da quando erano bambini, nei momenti che nessuno dei due ha mai dimenticato. Anche se l’uno non si è mai accorto della presenza dell’altro.

E così alla fine capita pure che la sera di quella bizzarra giornata, ad una festa a cui né Diego né Olivia ha davvero voglia di partecipare, i due riescano finalmente a guardarsi per la prima volta negli occhi e scoprire quello che non cercavano: l’amore. Altrimenti detto serendipidità.

A me, invece, è capitato di trovare un romanzo intenso che non avevo previsto; un romanzo che dispensa sapientemente ironia e dolcezza, acume e sensibilità, scritto con genuinità, equilibrio, grazia, delicatezza, ma con tratto fermo e con uno stile inconfondibile.

Sara Minervini

Chi sono? Sono una lettrice. Che faccio? Leggo. E come vivo? Vivo.

2 Commenti
  1. Grazie a te. Il libro in versione digitale c’è, che poi è la versione in cui l’ho letto anch’io.
    Buona lettura.