Prendi la DeLorean e scappa | Autori vari

"Ehi tu, porco, levale le mani di dosso!".

È questa, a grandi linee, la prima reazione che provo quando vedo qualcuno maneggiare la trilogia di Ritorno al futuro. Sono film che adoro, che hanno segnato la mia adolescenza e a cui sono molto affezionato, vivo quindi come un atto di lesa maestà ogni tentativo di rivisitazione. D'altra parte il mio affetto mi ha reso quasi dipendente, e la vista di accenni a quella saga mi spinge a episodi di acquisto compulsivo. Quando ho preso in mano Prendi la DeLorean e scappa, quindi, i miei sentimenti erano contrastanti. La lettura dei vari racconti che compongono quest’antologia è però riuscita a portare la pace tra i due differenti impulsi.

Qualche tempo fa ho visto una puntata di un programma televisivo, quello in cui ci sono quattro tizi che a Las Vegas gestiscono un negozio di pegni, dove ogni giorno arrivano articoli improbabili e stravaganti. In quella puntata un cliente entrava nel retro del negozio a bordo di una DeLorean, esattamente uguale a quella del film. Il ragazzo che è in me è improvvisamente uscito fuori, riempiendo i miei occhi di meraviglia, mentre dalla bocca usciva un: "Nooo, non ci credo! Fantastica!". E la stessa gioia si rifletteva anche negli occhi dei proprietari del banco di pegni.

Si è poi scoperto che la macchina non era una di quelle usate nei film, era una copia costruita da un fan della serie che aveva speso centinaia di ore e migliaia di dollari per avere la sensazione di guidare l'originale. Ovviamente l'affare non è andato in porto, il valore dato dai gestori alla macchina, una copia realizzata da un privato senza nessuna attinenza con il film, non corrispondeva al valore sentimentale ma anche alle ore di lavoro e all'investimento economico fatto dal proprietario.

"Di preciso, cosa c'entra tutto questo con Prendi la DeLorean e scappa?" vi starete chiedendo voi.

Semplice, questa raccolta non contiene riferimenti diretti alla trama del film (se non nell'ultimo racconto, che comunque ne ribalta la prospettiva). Ritorno al futuro è un personaggio secondario, un evento scatenante, un pretesto per parlare di viaggi nel tempo, un ricordo di periodi più felici della vita.  Perché nel tempo si può viaggiare anche attraverso ricordi, sapori o emozioni. Basta poco a farci tornare alla mente epoche lontane, e a catapultarci indietro nella nostra vita (lo spiegava bene Proust con le sue madeleine). Certo, ci sono anche i viaggi veri e propri, i paradossi temporali e tutto il resto, ma elaborati in maniera differente dal film.

In sostanza non ci troviamo davanti a una copia esatta, divertente a prima vista ma, alla lunga, priva di reale interesse. Piuttosto la raccolta ricorda le variazioni Goldberg di Bach, un tema principale rielaborato in molti modi diversi e interessanti.

Las Vegas edizioni, in occasione del trentennale dall'uscita del film, ci ha quindi regalato un piccolo cofanetto di emozioni. Se quindi aspettate il 21 ottobre per veder arrivare nelle vie di Hill Valley una DeLorean proveniente dal passato, quest’antologia può aiutarvi a ingannare l'attesa.

Se invece non riuscite a trattenere la vostra impazienza, beh, allora l'unica cosa che potete fare è: dare una sistemata al flusso canalizzatore; sedere al posto di guida; settare la data giusta e raggiungere le ottantotto miglia orarie.

Attenti al pulmino dei libici e… Grande Giove!  

Davide Piccirillo

Nel tempo libero somiglio ai miei gatti: amo dormire, stare sdraiato sul divano, alzarmi, stirarmi, guardarmi in giro e poi tornare a stendermi. Rispetto a loro ho la possibilità di leggere (libri, fumetti) e vedere film o serie Tv. La sfrutto abbastanza.

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