Barzin Hosseini-Rad | Qualcosa che non ho fatto mi sta seguendo

Che cosa spinge un cantautore a scrivere poesie? Bob Dylan, Leonard Cohen, Nick Cave, Lou Reed, Billy Corgan, Luciano Ligabue (ché altrimenti sembra che ce la tiriamo!)… le loro parole, in musica, non sono forse già poesia? Eppure a un certo punto della loro carriera hanno sentito l'urgenza del silenzio e di far viaggiare le loro parole, sole.

Barzin, meraviglioso cantautore canadese lo spiega così: 

ci sono molte più libertà nella poesia, quando si scrive una canzone si è limitati dalla melodia, dallo stato d’animo della canzone e dalla lunghezza del brano. …mi piace la libertà che si ha nel comporre poesie.

E quindi la poesia di Barzin Hosseini-Ra.

La mia poesia non dice cose come:
“T’infilerò un dito nel culo.”
È troppo educata per questo genere di discorsi.

Affronta certe pieghe della disperazione,
le difficoltà del giorno,
e l’inesauribile tema,
del vagare fino a perdersi alla luce della luna.

qualcosachenonhofattomistaseguendoE dunque nella raccolta di poesia di Barzin Hosseini-Rad, Qualcosa che non ho fatto mi sta seguendo, edita da Ghost Records & Publishing, non troveremo frasi come t’infilerò un dito nel culo. O meglio ne troveremo una: quella che ho appena citata e che l’autore scrive come a poterne prendere subito le distanze. E che, a contraltare di quel culo, pone la luna e la sua luce.

E di che cosa è fatta, allora, la poesia di Barzin?

Di dolce disperazione:

Sono come un tale che porta la pioggia con sé. / Sono mesi che non muoio. / Ho provato a cancellare me stesso/ in così tanti modi,/ ma non ci sono mai riuscito.

Infinita solitudine:

Di notte dormivo in una stanza vuota,/ accanto alla mia solitudine
Dici a te stesso/ che eri destinato a questa solitudine/ e che forse un giorno/ imparerai ad amarla

E contraddizioni:

Sono eternamente speranzoso/ sono eternamente deluso./ E c’è così tanta strada da compiere, prima che io possa arrivare a me stesso. 

in conclusione alla bellissima e struggente Lettera a Leonard Cohen.

«Scrivo poesie da quando ero un adolescente… ma non avevo mai condiviso la mia poesia con gli altri. Non mi sono mai sentito a mio agio nel farlo.  Dopo aver scritto poesie per tanti anni, ho pensato che poteva essere un buon momento per raccoglierle in un libro e  condividerle con le persone interessate a leggerle» (da Ondarock.it)

La raccolta di poesie di Barzin è un mondo fragile di parole. Parole sussurrate, fatte di silenzi e di inconsistenza, le poesie di Barzin sono quattro accordi arpeggiati piano, e una voce profonda nel buio di una stanza – perché le sue parole sono indissolubilmente legate al suono della sua voce, a uno xilofono suonato da una ragazza diafana.

Uscito in edizione limitata in 200 esemplari numerati a mano, Qualcosa che non ho fatto mi sta seguendo si potrà acquistare sul sito della Ghost Records, mentre i più fortunati lo potranno comprare direttamente ai prossimi concerti di Barzin – che a maggio girerà in lungo e in largo l’Italia, da Avellino a Bolzano.

Barzin Hosseini-Rad, Qualcosa che non ho fatto mi sta seguendo, Ghost Records & Publishing, 2015

Federico Tamburini

Qualche giorno fa al supermarket Eurospin non ha comprato una confezione di filetto di merluzzo surgelato perché costava 6 euri e 50 e ha optato per una scatola di ceci. In quel momento ha capito molte più cose della sua vita di quanto mai fosse riuscito a fare prima. Per il resto, non avendo mai tempo, legge libri che richiedono sforzi anaerobici.

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