Romana Petri | Figli dello stesso padre

Tempo di Strega! Fino al 4 luglio, Finzioni vi racconterà i cinque romanzi finalisti. Così arriviamo tutti preparati!

* * *

Figli dello stesso padre non si può dire che sia un libro che passa inosservato. Il perchè non ne ho idea. Il fatto è che non sai attribuire il merito a qualcosa in particolare. Certo la storia, ma si tratta di una famiglia allargata, divorzi, tradimenti, insomma niente che non si sia già letto o visto. Lo stile, ovviamente la scrittura, gran lavoro, per carità. Eppure c'è altro, c'è qualcosa che lo rende talmente coinvolgente che il fatto che sia bello o no, in termini di gusti si intende, è assolutamente relativo. Cioè, non ha assolutamente importanza. O almeno passa in secondo piano. Mi è capitato anche con certi film. Quando vai al cinema per quello che tutti ne parlano e alla fine non lo capisci nemmeno se ti è piaciuto o no, è che ti resta in testa preciso per molto tempo. Proprio trascende il gusto, perché il fatto è che non te ne liberi.

Non so bene se spiegarlo in questi termini possa dare un'idea, ma mi ha fatto pensare alle sigarette di notte. Esatto, quando fai un tiro alla sigaretta in piena notte o al mattino prestissimo, e lo senti in ogni singola cellula del corpo e anche se poi lo rifai, se fumi dopo pranzo o dopo il caffè, durante il giorno non è mai la stessa cosa, non è mai come di notte o all'alba. E lo fai anche se ti fa star male. Figli dello stesso padre fa star male. Da quanto è intenso che ti sembra che a un certo punto quella vita lì che stai leggendo sia anche un po' tua, come se di diritto nelle foto ricordo di famiglia sparse qua e là ci fossi anche tu.

figli-dello-stesso-padreGermano e Emilio sono due fratelli. Stesso padre, madre diversa. Stesso padre, tempi diversi. Emilio è il figlio non desiderato che ci scappa con Costanza mentre si è sposati con Edda. Finisce un matrimonio. Finisce anche la seconda relazione e mentre il padre colleziona donne su donne, i due fratelli collezionano pezzi d'infanzia disturbata e dolorosa. Germano, primogenito, ritiene Emilio il colpevole della rottura tra i suoi genitori, il responsabile assoluto (in collaborazione con la madre, si capisce) della fine della sua famiglia, quindi della sua potenziale infanzia felice. Emilio dal canto suo, soffre il disprezzo del fratello e le palesi dimostrazioni d'affetto che il padre riserva al figlio più grande e nega a lui. E la vicenda viene sviscerata in ogni singolo dettaglio, ogni virgola, in un collage passato presente facilmente comprensibile e senza tregua. A contorno, un panorama di personaggi finemente delineati tra cui: il portoghese Duarte, compagno di Edda, loro da soli loro valgono il prezzo del biglietto garantisco (donne preparatevi a sognare), le estati dalla nonna con la psiche seccata dall'alcol, che imita le smorfie degli eroi di fumetti letti dai nipoti, uno zio perfido e astioso come nessuno, Roma e le formiche, passione di Emilio,

Acciari, da dove ti viene tutta questa passione per le formiche?
Da quello che mi hanno insegnato, rispose lui ancora rosso in volto per l'eccitazione.
E sarebbe?
Che l'unione fa la forza

Due fratelli, due vite completamente diverse: Emilio il matematico, Germano l'artista con l'imminente mostra della consacrazione,

Accidenti! Che ti avevo detto io quando eri un adolescente foruncoloso e sempre insicuro? Ti dicevo: “, Da te mi aspetto qualcosa di grande”. Lo sapevo eri sempre troppo infelice perché non accadesse. Infelice, ma pure esaltato, con picchi di grande estroversione”

E proprio la mostra, diventa l'occasione per incontrarsi di nuovo e cercare di fare i conti. Io non l'ho capito se mi è piaciuto o no, perché ancora mi pare troppo forte per riuscire a saperlo.

Romana Petri, Figli dello stesso padre, Longanesi, 2013

Licia Ambu

Pensa che avere una sola personalità sia uno spreco di spazio. In fase di definizione a ciclo continuo, ama in ordine sparso nonché intercambiabile un sacco di cose.

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.