Sic | In territorio nemico

Fu come se fosse finito tutto l'ossigeno che poteva respirare

Ci credi alle cose che stanno scritte nel sangue?

C'è che quando qualcosa è molto lontano dalla tua percezione, un'eventualità remota, un accadimento che non ti appartiene, allora non lo contempli. Anzi, potresti tranquillamente dire no a me non capiterà mai. E lo potresti dire con convinzione.

Poi succede. Giorni dopo, mesi dopo, anni dopo, in modo violento. A quel punto, vuoi o meno, devi trovare il modo di affrontarlo, perchè di fatto non è che puoi scegliere: ci sei dentro. Devi cercare forze che non sapevi di avere, provare a capire oppure potresti non riuscire a trovare quello che ti serve, restando lì a tapparti le orecchie per non sentire i pensieri.

La guerra, per esempio, fa in modo che la storia entri nella quotidianità in modo violento. Sei lì a fare la tua vita, magari da ufficiale, da borghese, da ingegnere e lei arriva a braccetto con la morte, ti bussa in casa e arrivederci. Come se qualcuno alzasse d'un tratto un tappeto da terra o scrollasse una tovaglia apparecchiata. Tutto all'aria. E poi?

In territorio nemico è un romanzo sulla resistenza, lo sappiamo tutti, anche quelli che non l'hanno ancora letto. Ed è un romanzo collettivo. Non perchè ruota intorno a tre personaggi e alle loro vicende. Non perchè ha un collettivo di autori da primato. Ma perchè è la storia di tutti. Come se un circolo di nipoti si ritrovasse per scambiarsi storie e aneddoti ascoltati in casa propria. La resistenza trasmessa da quelli che l'hanno ascoltata e letta e poi scritta. Lettori per altri lettori.

in-territorio-nemicoMatteo diserta, Adele cresce e Aldo fugge. L'ufficiale diventa partigiano, la borghese diventa operaia e gappista, l'ingegnere si chiude dentro sé stesso. Modi diversi. Adele che vive pensando che le cose possano ancora tornare insieme, il vagare di Matteo per luoghi e idee alla ricerca della cosa giusta da fare e sentire. Il restare fermo di Aldo, un movimento anche il suo ma sul posto, nascosto nelle campagne a soffocare di incubi. Adele è un personaggio indimenticabile per cuore, coraggio e determinazione. La delicatezza delle sue paure, i dettagli in ogni suo gesto, la tenacia. Quasi la immagini mentre scrive la storia che ti verrebbe voglia di cercarla e ringraziarla per come ha fatto tutto, chiunque sia stata, quante sia stata.

La guerra, proprio come le cose lontane che non contempli, non immagini, che pensi a me non succederà e poi arrivano, quando tocca le tue cose, le tue persone, la tua casa allora diventa un affronto personale, una cattiveria, con la brama di quotidianità. E tu ci sei dentro, c'è poco da fare.

Centoquindici teste, duecentotrenta mani, lo so, ma scordatevi tutto per un momento e leggetelo perché è un gran bel libro.

 

Scrittura Industriale Collettiva, In territorio nemico, minimum fax, 2013

 

Licia Ambu

Pensa che avere una sola personalità sia uno spreco di spazio. In fase di definizione a ciclo continuo, ama in ordine sparso nonché intercambiabile un sacco di cose.

9 Commenti
  1. concordo (in toto) sul personaggio di Adele.
    nello specifico, c’è un altro elemento che me la rende cara: è di origine astigiana, esattamente come me.

  2. @jeanloupverdier è decisamente meravigliosa, sì. e che bello le stesse origini!
    @sesta grazie! 🙂 🙂