Stefano Amato | 49esimo Stato

È andata così, un mio amico avvocato mi chiede:

– Che leggi? – io rispondo: – L'ultimo libro di Stefano Amato, 49esimo stato – 

– Di che parla? – chiede l'avvocato curioso.

Io: – È un libro distopico sull'ipotetica annessione della Sicilia agli Usa alla fine della seconda guerra mondiale. –

Lui: – Quella proposta ci fu davvero. –

A questo punto comincio a cercare nella mia memoria qualcosa che possa ricondurmi all'argomento, ma nulla, buio fitto. Così, lo ringrazio per la dritta e, facendo qualche ricerca, scopro che nel 1944 il Partito per la Ricostruzione svolse una campagna per l'annessione della Sicilia agli Stati Uniti. Contemporaneamente in Sicilia nasceva il MIS: Movimento Indipendista Siciliano. Fortunatamente, quando si trattò di andare a votare, questi partiti videro deluse le loro aspettative e così, adesso, sono italiana e non americana.

UnknownChe poi, io, una Sicilia americanizzata non riesco proprio a immaginarmela e invidio molto Stefano Amato – anche lui siciliano – per esserci riuscito, per aver anche solo ipotizzato che le vie potessero chiamarsi Avenue, che al posto degli arancini si sarebbero potuti mangiare sandwiches al burro d'arachidi, che Siracusa potesse essere la capitale della Sicilia, che in tv anzichè Carosello o Lascia e Raddoppia si sarebbero viste le puntate della serie tv I Bonannos e che le nonne avrebbero masticato chewing gum e cucinato hotdogs. Perché se penso ai miei nonni, mi viene un po' difficile immaginarli come degli Yankees. Forse se la sarebbe cavata solo nonna Maria che è stata sempre troppo avanti, lei sì che me la immagino in Cadillac, con un foulard in testa diretta al drive-in e poi a bere una soda da Salvo's.

Tornando al romanzo, ne sono protagonisti 4 giovani aspiranti rockers che vorrebbero approfittare delle celebrazioni per il trentesimo anniversario dell'annessione ed esibirsi per diventare finalmente famosi; per l'occasione, infatti, suoneranno i Ramones e loro puntano ad aprire il concerto con la loro band. Peccato, però, che siano alquanto disorganizzati persino per suonare una sera da Salvo's, il locale che frequentano abitualmente.

Ve li immaginate i Ramones in Sicilia nel 1978? Era già un miracolo se, in quegli anni lì, venivano i Ricchi e Poveri e Pupo.

In ogni caso, Stefano Amato sta simpatico sin da subito, forse anche perché è un libraio part time e qui da noi, i librai, valgono più di una stella sulla bandiera americana. Un'altra cosa che ho capito è che è sempre meglio avere un amico avvocato.

Stefano Amato, 49esimo Stato, Feltrinelli-Transeuropa, 2013.

 

Laura Caponetti

intervisto personaggi che non esistono, guardo serie tv in tutte le lingue pur conoscendone solo due, sana di mente? forse!

1 Commento
  1. Nella mia città se ne ride e se ne parla come di una leggenda metropolitana. Forse perché il passato recente per noi non esiste, c’è solo quello più remoto, quello così lontano da non poter essere giudicato, interpretato.