Stefano Bartezzaghi | Il falò delle novità

Il falò delle novità, il nuovo libro di Stefano Bartezzaghi ridefinisce il concetto di creatività ai tempi degli smartphone e dei social network. Viviamo in un mondo in cui tutto può essere definito creativo: il parrucchiere è creativo, il giardiniere è creativo, uh non parliamo degli chef, eccome se sono creativi! Ma creativi come? In che senso? E che differenza c'è con coloro che lo sono o lo sono stati per davvero? Il tuo parrucchiere è creativo come Andy Warhol o come Steve Jobs?

Messa da parte ogni possibile riflessione sull'argomento, Bartezzaghi ci fa notare come l'importanza che si è affidata nel tempo al concetto di creatività, sia direttamente proporzionale alla trasformazione dell'attore sociale in consumatore.

Detto così può anche sembrare noioso, ma, il bello di questo libro è che non lo è affatto -complice l'immancabile penna intinta nell'ironia dell'autore- il libro è in realtà una riflessione su una cosa evidente e cioè che tutti sanno cos'è la creatività ma nessuno riuscirebbe a darne una definizione precisa. Naturalmente quella del vocabolario non vale, nel senso che non serve a seguire il discorso verso il quale l'autore vuole indirizzarci. Per farsi un'idea Bartezzaghi ha chiesto ai suoi followers su Twitter di dare una definizione di creatività:

Scorrendo i tweet, a mano a mano che arrivavano, mi sono accorto che ogni definizione aveva qualcosa che non andava […] Ma le definizioni, viste nel loro insieme, componevano la migliore immagine possibile della mitologia della creatività

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Secondo l'autore: "Il meccanismo fondamentale che fa della creatività una mitologia è quello mediale". Negli anni '50 inizia a sentirsi sempre più spesso il termine creativo e ciò avviene proprio nell'incontro tra la cultura e i mass media, e in questo incontro/scontro il consumatore finisce per ritrovarsi consumato. Nascevano, infatti, in quell'epoca: la musica pop e il jazz, il marketing, la pubblicità, il giornalismo sportivo, tutte cose che negli anni a seguire avrebbero sfornato dei miti e così è stato ed è ancora oggi, per questo c'è gente che fa una notte di coda per comprare un telefonino o l'ultimo biglietto del concerto del proprio cantante preferito.

Da questo libro che Bartezzaghi non voleva neppure scrivere, vien fuori che alla creatività stanno strette le definizioni e che molto probabilmente è ciò che le persone pensano che sia. La creatività si trasmette, è contagiosa, ha un potenziale che prevede sempre delle capacità.

Insomma, una volta letto il libro, pur sapendone molto di più, ci penseremo due volte prima di usare questo termine e, soprattutto, prima di definire qualcuno creativo, magari l'imbianchino!

 

Stefano Bartezzaghi, Il Falò delle novità. La cretività al tempo dei cellulari intelligenti, Utet, 2013

 

 

 

Laura Caponetti

intervisto personaggi che non esistono, guardo serie tv in tutte le lingue pur conoscendone solo due, sana di mente? forse!

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