Antonio Steffenoni | Un delitto molto milanese

Sembra tramontata l'era del delitto individuale, commissario.

Come si può facilmente intuire dal titolo, Un delitto molto milanese di Antonio Steffenoni è un giallo ambientato in una delle più controverse città italiane, la (poco) amata e (tanto) odiata Milano. Ma c'è di più: il microcosmo in cui ci addentriamo è quello del famigerato mondo della pubblicità, popolato da uomini ossessionati dalla bella vita e da donne in carriera prive di scrupoli. Un classico covo di vipere, in pratica.  

delittoEd è proprio in questa cornice idilliaca che l'umbratile commissario Campos deve inserirsi per indagare sull'uccisione di Marcello Luccioli, anziano direttore di una famosa agenzia pubblicitaria della città. Le ricerche, coadiuvate dall'abile vice Pazzi, delineano ben presto un quadro intricato e con molte zone d'ombra: mogli tradite, soldi sporchi da ripulire (io non ci ho capito quasi niente, ma è un problema mio), donne arriviste disposte a tutto (e uomini pronti a strisciare ai loro piedi), vecchi rancori, invidie sul lavoro e, ovviamente, segreti inconfessabili. Insomma, ne viene fuori una vicenda che mostra senza troppi filtri la meschinità della società di oggi in tutto il suo splendore. L'unica cosa sicura, infatti, è che da questa storia nessuno ne esce bene, nemmeno il morto, pace all'anima sua, colpevole tanto quanto gli altri della miseria umana che lo circonda. 

Un delitto molto milanese è stata senza dubbio una lettura molto coinvolgente, e soprattutto ho molto apprezzato:

  • Il commissario avido lettore (come tutti noi, più mille punti) che approfitta di ogni momento libero per riordinare la sua biblioteca personale in rigoroso ordine alfabetico; pensate che perfino i libri ancora negli scatoloni sono divisi per lettera. Borges sarebbe fiero di lei, Campos, mi creda.
  • I rimandi ai grandi classici della letteratura gialla e noir. L'investigatore deve essere un po' solitario, Chandler insegna, poi Campos che cammina sotto la pioggia me lo immagino con l'impermeabile proprio come Marlowe; l'organico del commissariato, invece, senza dubbio strizza l'occhio a quello di Vigàta, e strappa più di un sorriso. Il rimando più esplicito, però, è quello a Assassinio sull'Orient Express e, insomma, se citi Agatha Christie mi hai già conquistato. 
  • I cattivi. Come ho già detto, in questo libro c'è cattiveria da vendere, e il fatto che nessun personaggio ne sia immune mi piace; del resto, come ha detto una volta il mio amico Woody Allen,

senza dubbio i cattivi hanno compreso qualcosa che i buoni ignorano.

Antonio Steffenoni, Un delitto molto milanese, Rizzoli, 2013.

Alessandra Ribolini

Traduttrice e teacher, ma soprattutto wannabe finta bionda senza averne l'aria

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