Tao Lin | Richard Yates

Tao Lin: o lo si ama o lo si odia, ma più spesso si provano entrambe le emozioni contemporaneamente. Non è ancora molto conosciuto in Italia (e se non erro, questo è il suo primo libro pubblicato da noi), ma di stoffa ne ha.

Tra le cose più difficili in cui un romanziere si può cimentare c’è la noia. Noia che non fa annoiare, s’intende; noia che ipnotizza e impedisce di notare il tempo scorrere. Richard Yates è del secondo tipo.

La storia parla di Haley Joel Osment (non quel Haley Joel Osment) e di Dakota Fanning (ancora, come sopra), ventenne il primo, adolescente la seconda. Sono di fatto adolescenti che si comportano da adolescenti; adolescenti di oggi, tecnologici. A parte qualche capatina a casa dell’uno o dell’altro, la maggior parte del romanzo si svolge attraverso Gtalk, la chat su Gmail.

La particolarità non è questa (non è neppure un’idea originale, se dobbiamo essere sinceri): quanti di voi si sono ritrovati davanti a un computer ad annoiarsi a morte in compagnia di qualcun altro seduto a chilometri e chilometri di distanza? Tanti. Se siete stati giovani quando internet andava a 14.4k (e la 56k sembrava un miracolo tecnologico capace di mettere in ombra qualunque rivoluzione scientifica), è impossibile che non vi sia mai capitato; e sapete che la noia dà più dipendenza della nicotina ed è decisamente più pericolosa: alla fine, se le due persone si sopportano, finiscono per alimentare l’uno la noia dell’altro, in una quasi-parvenza di attività.

Altri hanno parlato della noia, e non è mia intenzione mettere Tao Lin e DFW sullo stesso piano (perché, per ora, il primo lustra le scarpe del cugino del cognato del secondo), ma non credo di aver mai letto nulla di paragonabile a Richard Yates per quanto riguarda la noia. La noia ipnotizza più degli occhi psichedelici di Sir Biss, e come vi scoprite a perdere tempo prezioso davanti al televisore o a al computer, così vi troverete a voltare pagina dopo pagina un romanzo che riguarda tutti noi e tutte le nostre vite annoiate.

Tao Lin, Richard Yates, il Saggiatore 2011

Jacopo Donati

Scrive per Finzioni Magazine e lavora per Bottega Finzioni. Al terzo lavoro con un "Finzioni" da qualche parte avrà la certezza di essere in Matrix o in qualche Truman Show.

2 Commenti
  1. l’ho visto mesi fa in libreria, ed aspettavo che qualcuno me ne parlasse: grazie Jacopo 🙂