Tommaso Bordonaro | La spartenza

Figlio di un emigrante siciliano, che dagli Iunersteti America è tornato in Italia per arruolarsi nella Grande Guerra e giocare a sventare l’epidemia spagnola, Tommaso Bordonaro è un uomo ignorante, illetterato direbbero gli snob, uno che ha vangato la terra per tutta la vita. Ma è un uomo che ha scritto, in barba agli snob, attingendo a piene mani dall'esperienza biografica. La sua vita, rocciosa, dura, e la sua lingua, isomorfa, fatta della stessa pasta, sono la testimonianza della condizione miserevole dei braccianti siciliani del secondo dopoguerra, costretti alla fame e alla scarsità ma ricchi di speranza, mai vinti, sempre guidati da un attaccamento forsennato, quasi demente, alla vita, ma anche qualcos'altro.

copertina-la-spartenzaUn quaderno e una penna, una calligrafia impeccabile e l’iniziale maiuscola nell’angolo alto a sinistra di ogni pagina, fanno i fedeli compagni di una vita assicurata alla fatica e punteggiata di drammi familiari. La famiglia, la sacertà della famiglia, si staglia sullo sfondo di tutte le fatiche, e maternamente lo coccola, anche se le sue radici sono lontane e affondano in una terra che dista settemila chilometri. La storia si dipana percorrendo una linea che collega Garfield, New Jersey, nuova città americana d’adozione e di gioie e destini tragici, a Bolognetta, Sicilia, città d’origine e compagna di viaggio, mai dimenticata e sempre assistita dai numerosi ritorni che seguirono la spartenza – una parola che non esiste, che secondo alcuni dovrebbe esistere solo nel linguaggio orale parlato dalle classi subalterne che non hanno avuto il privilegio di un’educazione scolastica; eppure esiste, è stampata sulla pagina e ha una volontà di significare irresistbile. Quella lettera in più, tanto invisa ai cruscanti, riesce a restituire tutto il dramma di un allontanamento sofferto, imposto e cristianamente accettato. L’italiano standard, in certi casi asettico e incapace di trasmettere una certa idea se non con l’accumulo di parole, una dietro l’altra, avrebbe solo impallidito davanti a tutta quella forza.

Questo libro, vincitore del premio organizzato dall’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano (Arezzo) folgorò la giuria del 1990. Natalia Ginzburg, tra i giudici di quell’edizione, subito propose la pubblicazione dei manoscritti all’Einaudi, che li diede alle stampe l’anno seguente. Oggi, a distanza di più di vent’anni dal Corallo, Navarra Editore riscopre questo preziosissimo libro e lo ripubblica in un’accurata edizione critica, arricchita di un lemmario che traduce le forme dialettali meno intuitive, un’intervista all’autore in occasione della consegna del Premio summenzionato e un album fotografico (Tommaso Bordonaro, una volta borgisi, si regala una macchina fotografica 8mm e dagli anni Cinquanta in poi sarà un fedele reporter di eventi familiari), il tutto introdotto da una lucida prefazione di Goffredo Fofi.

Ma il motivo più importante per leggere questo libro non è di ordine storico, documentario o diaristico. Di testimonianze del genere ne esistono tante, la vita di Bordonaro non è dissimile da quella di tanti altri emigranti del dopoguerra, per tutti un lungo fermoimmagine di traversie e disavventure. Non è tantomeno l’unico libro “illetterato” che l’editoria ricordi: Terra Matta di Vincenzo Rabito e le Autobiografie della leggera di Danilo Montaldi sono cugini stretti, forse nipoti di Bordonaro, come ricorda Fofi nella prefazione. Il motivo più importante è di ordine metalettarario, se così posso dire. È un libro che stravolge e espande i confini della letteratura, acclude nuove convenzioni e mette in discussione i concetti di genere e forma, e ci ricorda che la letteratura, prima di essere un grattacapo da strutturalisti, è una faccenda umana.

Tommaso Bordonaro, La spartenza, 160 pagine, 14 euro.

Lorenzo Castelli

Da quando ha scoperto la differenza tra E’ e È la sua vita non è cambiata. Ma adesso inizia le frasi con il verbo essere alla terza persona singolare modo indicativo tempo presente una volta su tre. È convinto che i suoi articoli salveranno il mondo.

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