Un anno Lercio

Lercio ci aiuta a ricordare che, sepolto sotto la neve del passato e sotto le ceneri del futuro, c'è il meraviglioso giocattolo di un bambino. E anche se non possiamo andare a riprendercelo, possiamo sorriderne al ricordo.

È quello che scopriamo dall'illuminante prefazione di Orson Welles a Un anno Lercio e ci dà subito un'idea di cosa è quello che abbiamo tra le mani e del suo peso specifico.

Che cos'è dunque e chi c'è dietro questa opera omnia di un'Italia che va in una direzione tutta sua?
Tutto nasce da lercio.it, e se non sapete di che parlo non sarò certo io a spiegarvelo. Vi basti sapere che qualcuno li considera i veri giornalisti dei nostri tempi; sono in pochi poi gli invidiosi che li snobbano e, personalmente, i loro discorsi spocchiosi ci annoiano; altri ancora – e sono i miei prediletti – sono quelli che utilizzano le news di lercio per creare veri e propri casi politici e sociali, quelli che prendono lo spunto per far volare la loro fantasia oltre ogni massiccia dose di LSD, insomma stiamo parlando di quelli che si incazzano per la dieta dei cani della Kyenge. 

Già, perché la forza di Un anno Lercio, che è la raccolta dei pezzi migliori – alcuni inediti – che sono stati postati sul sito satirico, sta proprio nella verosimiglianza delle notizie. Gli autori parafrasando il processo creativo che sta dietro alla creazione di una notizia ci scherzano su e dicono che è sufficiente prendere una notizia e riscriverla come la direbbe Salvini.

C'è sicuramente di più, ed è sufficiente sfogliare le pagine di questo sunto di un anno italiano. Tra le apparenti assurdità (ne siamo sicuri?) delle notizie si nasconde quella sottile presunzione di chi vede un pochino oltre, di chi riesce a prendere la realtà e osservarla in un modo non convenzionale e restituirci una visione della stessa cosa che si è trasformata in altro – e che solitamente è di più: è più forte, irriverente, irrispettosa e, sia lodato un dio, spesso peccaminosa.

Ma sta tutto qui. Un anno lercio dà eco e fa risuonare quello che altrimenti ogni giorno passerebbe inosservato non perché nascosto, ma proprio perché sotto i nostri occhi e il nostro naso. Sta a noi farci una sana e giusta risata con gli autori di Lercio e poi fare il percorso inverso.

AA.VV., Un anno Lercio, Rizzoli, 2014

Michele Danesi

È un temibile sociopatico. Da poco trasferitosi a Torino, lotta per il partito del maschio col ferro da stiro. Per lui non esistono limiti spaziali o temporali; quando non stira lenzuola, legge e scrive in continuazione: ha capito che in questo modo le persone evitano di parlargli. Nonostante questo, vive nell'insana consapevolezza di piacere agli altri.

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