Vanni Santoni | Personaggi precari

Mai come in quest’epoca di creatività spente e stereotipi c’è stato bisogno di personaggi disposti alla flessibilità. Solo così, affermano gli esperti, ci sarà una risalita nel livello della creatività media.

Sono le parole profetiche di Vanni Santoni che, nel 2004, cominciava a far scorrere nel suo blog una galleria di ritratti indimenticabili. Sono i Personaggi precari, una collezione di tipi umani pronti ad essere usati & abusati dalla società e dai media.

Dei precari parlano tutti, servono alle tavole rotonde sull'economia del Paese, al progresso dell'Umanità, al futuro della Società; però nessuno li  vede, nessuno sa come si chiamano, nessuno li vuole. Esistono nel loro limbo di letti disfatti, vivono orizzontali, non soffrono di vertigini per definizione, masticano aria e producono quintali di sogni ad occhi aperti. Vanni Santoni li chiama Pp. Li colleziona da anni, perché ognuno ha le sue strane collezioni. Lui colleziona Personaggi precari. I precari sono tanti, e sempre in aumento. Per strada non ti accorgi di loro, sull’autobus ti danno le spalle e hanno la faccia schiacciata sul vetro. Immaginano continuamente la prossima fermata. Poi, però, non scendono, si dimenticano dove stanno andando, si addormentano sfiniti sulla spalla di un estraneo. Dentro hanno pensieri esplosivi, fuochi artificiali. In questo libro si vedono:  sono pensieri pirotecnici. 

I Pp scritti, tra editi e inediti, ammontano a oltre settemila

 

quantifica Santoni, ma in questo nuovo libro vi sono solo quelli che ce l’hanno fatta a sopravvivere dopo anni di blog, di radio, di libri e racconti orali. Le facce spuntano ad ogni angolo della pagina, si presentano con i loro nomi improbabili, comuni, ridicoli, assurdi, incredibili. E dicono cose banali, sensate, oscene, insane. I Pp fanno ridere, piangere, scuotere la testa, perdere la testa. Soprattutto i Pp fanno bene alla società che li ha resi precari e male a se stessi.

copertinasantoniC'è di tutto: la pugnalatrice di bambole, la versione psicopatica di Giovanna D’Arco, la ragazza che vive col disegno di un canguro sul muro, il tipo specializzato ad affogare gattini, quello che sa di essere già morto, la ragazzina col faccino tondo che pare un aborto di luna… 

Dopo aver letto questo libro provate ad uscire, a fare la vostra semplice passeggiata di sempre. Accadrà una cosa strana: all'improvviso li vedrete tutti davanti a voi. Vi stupirete, perché pensavate che fossero un'invenzione della stampa, una trovata pubblicitaria. Invece esistono davvero. E sono belli anche quando sono brutti. Sono reali e hanno tutta l'ironia necessaria a sopravvivere ai luoghi comuni. Chiamateli per nome e si volteranno: Simona, Gianna, Angel, Sandra, Tano, Bruno, Ioanna, Rachele, Barozzo, Bruna, Marcello, Margherita

 

 

Eccola, Margherita, ad esempio. Lei, con il visetto giovane e carino, precaria a vita sulla pagina bianca, ha appena capito una cosa importante:

 MARGHERITA

A giudicare dai capelli queste son tutte più brave di me…

Ah, Margherita! Quanto hai ragione… ti voglio un gran bene. Poi metto via il libro e mi dispongo alla flessibilità.

 

Vanni Santoni, Personaggi precari, Voland, 2013

Giovanna Iorio

“Avere la libertà di parola non è abbastanza. Bisogna imparare a parlare liberamente.”
C. Hitchens

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