Vincenzo Di Mattia | Quando amore non mi riconoscerai

Vincenzo Di Mattia, autore di Quando amore non mi riconoscerai, è uno scrittore, autore teatrale e sceneggiatore Rai, e vanta una carriera di prestigio nel mondo della cultura. É marito di Silvana Spirito, docente di Storia Medioevale all’Università La Sapienza di Roma. Silvana Spirito soffre di Alzheimer ad uno stadio avanzato.

Un destino beffardo: una donna estremamente intelligente, dedita allo studio accademico, con molti interessi culturali e una vita sociale vivace, stroncata da questo morbo. Una malattia irreversibile, che non lascia spazio alla speranza e che pezzo dopo pezzo annienta la persona stessa. Silvana perde a poco a poco la capacità di compiere da sola i gesti più semplici come lavarsi o mangiare, ma soprattutto la capacità di connettere oggetti e nomi, parole e ricordi, scivolando in una seconda infanzia crudele e inaspettata. Vincenzo si rende conto che la persona che ama sta svanendo, e la segue in questa regressione a fasi primitive dell’esistenza, meditando su questa esistenza minima, su quest’afasia inaspettata, e infine sulla fragilità del nostro essere, se tutta la nostra personalità può essere annullata da una minima lesione cerebrale.

quando amore non mi riconosceraiProprio perché Silvana, nella sua demenza, non sembra pienamente cosciente della sua situazione, il marito insiste in un’analisi accurata di ogni implicazione della malattia stessa. Per dare ragione di questo dramma ricorre a tutto quel patrimonio di cultura e storia che ha intessuto la vita della moglie: vengono interpellati San Francesco, la Bibbia, il mistero dei sacramenti, i grandi filosofi, la mitologia greca. La condizione di Silvana diventa metafora esistenziale, simbolo di un’epoca di dimenticanza, in cui la memoria è sostituita dai computer. L’Alzheimer non sconvolge solo la vita di Silvana e Vincenzo, ma mette radicalmente in crisi un intero sistema culturale, smascherando le pecche di qualsiasi pensiero antropocentrico. Se l’uomo può esistere senza memoria e senza pensiero, di fronte a noi si apre un abisso.

Accanto a queste ardite riflessioni teologiche e filosofiche, Vincenzo riporta il racconto minuto di una quotidianità dolente e allo stesso tempo colma di tenerezza e attenzione. Prima, il dover adattare la routine casalinga ai tempi e alle esigenze della malattia. Quindi l’apprendistato per imparare ad accudire la moglie. Poi la necessità di avvalersi di una badante. Infine il ricovero in una Residenza Sanitaria Assistita, e il doversi confrontare con un nuovo tipo di solitudine e senso di colpa. Ma in questo calvario, un dato emerge come unica verità: Silvana continua ad esistere come persona, dotata di una storia e di una dignità, proprio grazie all’affetto e all’attenzione dei suoi cari. L’unica vera cura per l’Alzheimer è l’amore. Vincenzo riscopre, al di là della parola e dello scambio intellettuale, un patrimonio emotivo che ancora lo accomuna a Silvana. Ascoltare vecchie canzoni, sfogliare vecchi album, donare una carezza, prendersi cura del suo corpo con rispetto, diventano i gesti più importanti. Il marito raccoglie i frammenti delle sue frasi, i suoi sguardi più significativi, come piccoli tesori da conservare con cura, e costruisce una nuova grammatica degli affetti, trovando infine un nuovo, precario, equilibrio di coppia.

Quando amore non mi riconoscerai è un diario di appunti e pensieri, uno Zibaldone intimo e sincero, frutto però di una riflessione lunga, implacabile, profonda. Vincenzo di Mattia racconta ogni stadio della malattia della moglie senza risparmiare né i particolari più degradanti di questa patologia, né i propri sentimenti meno nobili: dubbi e paure, rabbia e insofferenza, senso di colpa, solitudine, abbandono ed impotenza. Non c’è alcuna idealizzazione del malato né della persona accudente. E’ un resoconto lucido ed esplicito, e allo stesso tempo pieno di affetto e umanità, delle conseguenze dell’Alzheimer.

Di certo questa testimonianza non è importante solo per chi sta vivendo una situazione simile. Vincenzo Di Mattia obbliga il suo lettore ad affrontare proprio ciò che tutti vogliono nascondere e dimenticare: la vecchiaia, la malattia, la morte. Quando amore non mi riconoscerai non offre verità preconfezionate o messaggi salvifici, ma fa pensare. Leggendo questo libro ci si rende conto che non saremo mai capaci di vivere ed amare veramente se non saremo in grado di fare i conti anche con la nostra fragilità.

 

Vincenzo Di Mattia, Quando amore non mi riconoscerai, Postfazione di Francesca Di Mattia, Piemme, 2014

Viola Bianchetti

Ha un'identità in corso di definizione. Nel frattempo si gode la vita.

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