Fred Vogelstein | La battaglia dei Titani

Nel 2007 google e apple non sembravano neanche con- correnti diretti. google faceva soldi con il search advertising, apple con i suoi dispositivi. «nel 2006, nel 2007 e nel 2008 non era così ovvio che a un certo punto sarebbe nato un testa a testa tra apple e google» spiega Schmidt. «Oggi sono due piattaforme di rete, e la tradizione vuole che prima o poi si finisca con un paio [di società] che dominano il mercato, anziché dieci. Ma a quei tempi non si poteva ancora sapere chi l’avrebbe spuntata. nokia [all’epoca il più grande produttore di cellulari al mondo] aveva ancora un certo potenziale con Symbian. Windows Mobile pure. e, ovviamente, il blackberry era sempre fortissimo [e dominava il settore di mercato delle grandi aziende].» pag 87

La battaglia dei Titani parla della violazione delle leggi della fisica, in poche parole, oppure di rappresaglie tecnologiche. A seconda di come volete vedere un libro che parla dello scontro tra Apple e Google.

http://images2.corriereobjects.it/methode_image/2013/11/12/Cultura/Foto%20Cultura/COP_vogelstein_fred_la_battaglia_dei_titani.jpg?v=20131112183741Parlo di violazione di leggi della fisica per un motivo abbastanza visivo: sappiamo che ad ogni azioni ne corrisponde una uguale ed opposte. Un chiaro esempio di questo (come se non bastasse il semplice fatto di stare in piedi spingendo il nostro peso verso il basso invece che rimanendo appesi) è dato dal pendolo di Newton. Quello con cinque palline allineate lungo un asse. Se si sposta una pallina, questa colpisce le altre quattro e la quinta si stacca dall’estremità opposta, per poi tornare a colpire le 4 rimaste ferme e far ripartire la prima che aveva dato il via a tutto. Facendo partire due palline, dal lato opposto se ne staccano due, e così via…

Ci si aspetterrebbe che nella competizione del libero mercato succeda qualcosa di simile: Apple si inventa l’iphone, allora google… beh, la cosa è un po’ più complessa. Allora bisogna parlare anche di rappresaglie tecnologiche.

Perché le battaglie più belle sono quelle che avvengono sulle scacchiere: oneste, senza sangue, truculente. Quando le aperture sono terminate, diciamo verso la decima mossa, è lì che la partita entra nel vivo.

Lo scontro tra Apple e Google è più di una partita a scacchi: nello stesso ambiente un manipolo di informatici visionari cambia il mondo, sfidando i propri avversari una mossa alla volta, ma su più scacchiere. Il tutto, però, è molto strano. Perché non ci sono mosse particolarmente eroiche e, anche quelle più studiate spesso si rivelano meno lungimiranti di quello che sembra.

A volte le mosse sono affrettate, ad esempio. Il primo iphone non aveva il gps, costava mediamente il doppio degli altri smartphone e non si connetteva alla rete 3g. Eppure, beh, ci siamo capiti. Ah, e l’Appstore sarebbe stato introdotto solo nel 2008, un anno dopo l'uscita dell'iphone. Per dire, ora riuscireste a pensare ad un iphone senza appstore? Una delle poche cose davvero stupende era lo schermo capacitivo.

Poi il progetto Android (il sistema operativo "opensource" che Google regala a tutti i produttori di cellulari che lo richiedono) viene alla luce e iniziano le paranoie. E sto parlando di gente convinta di essere stata rapita dagli alieni:

Per esempio, per sbloccare lo schermo android prevedeva di far scorrere il dito lungo una combinazione di almeno tre punti su una griglia tre per tre, ma Jobs insistette che se l’utente avesse scelto come combinazione di sblocco i tre punti inferiori della griglia, il risultato sarebbe stato identico alla funzione di scorrere per sbloccare brevettata da apple per l’iPhone. «Così, per rabbonire la apple, aumentammo a quattro i punti che servivano per sbloccare il telefono» racconta uno degli ingegneri. pag 108

E Google intanto? Beh, Google faceva i soldi con la pubblicità e le iniserzioni nel suo motore di ricerca, mica con app e smartphone. Sto scrivendo tanto, abbrevio: Androind si espande, è diffuso su più smartphone di quanti siano gli iphone. Arrivano gli Ipad. Apple fa causa a Samsung per i brevetti (visto che era inutile farla a Google). Nel frattempo, nel 2011, Steve Jobs e la Apple erano l'azienda più importante di tutta la Silicon Valley.

La cosa più assurda di questo libro, quando lo si chiude, è il pensare che tutte le cose con cui oggi abbiamo a che fare fino a tre anni fa non c'erano, o comunque ci sembravano inutili. Provate a vivere senza googemaps sullo smartphone, ad esempio. Ma ancora più assurdo è pensare che tutta questa rivoulzione sia avvenuta sotto i nostri occhi senza che quasi ci prestassimo caso: un gruppo di ricchi e ambiziosi imprenditori-informatici hanno spinto al massimo le leggi della concorrenza e della fisica. Google, Samsung, Apple, ma anche Microsoft, Facebook e co. ma anche Netflix, HBO… sono in una battaglia campale, gli uni contro gli altri… parliamo una mobile revolution di 250 milardi di dollari.

Ok, ma che cosa succederà tra un mese? E tra un anno? Non fidatevi di nessuno che vi darà una risposta.

Fred Vogelstein, La battaglia dei Titani, Mondadori, 264 pagine € 17,50

Andrea Sesta

Vi parlo del mio mondo perfetto: una biblioteca grande come una casa, una donna adorabile al mio fianco, del cibo delizioso e storie di pirati fino a morire. Mi piace leggere, e quando ho tempo faccio anche il resto.

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