William Hazlitt | L’ignoranza delle persone colte

Quando si è criticati per niente, o per aver fatto del proprio meglio, si è propensi a dare al mondo tutta la propria vendetta. Tutta la parte precedente della mia vita è stata trattata come una nullità; e da quando sono balzato all'attenzione, sono stato attaccato come una bestia selvaggia. Quando questo succede, e puoi aspettarti poca giustizia e poca franchezza, cerchi naturalmente per autodifesa rifugio in una sorta di misantropia e di cinico disprezzo per l'umanità.

William Hazlitt, ne avete mai sentito parlare? Sette su dieci – ci scommetto su, una media chiara svampita – no. La pagina di wikipedia – ehi, anche io faccio parte di quei sette! – dice "…è ora considerato uno dei grandi critici e saggisti della ingua inglese, insieme a Samuel Johnson e George Orwell; tutta via la sua opera è attualmente poco letta e fuori ristampa."

Poco letta e fuori ristampa – Per quel poco che conosco il vecchio Hazlitt, questa cosa lo deve fare incazzare tremendamente – stretto nelle spalle, sguardo torvo, sorriso beffardo e dentro ci si fa più duri… "per autodifesa cerchi rifugio in una sorta di misantropia e di cinico diprezzo per l'umanità." Cinico disprezzo per l'umanità – Amico William, ti accarezzo e potendo di offrirei una Tassoni al bar, o quel che vuoi te – chissà cosa bevevi.

La sua opera, poco letta e fuori ristampa, ma questa non è una buona scusa per non leggerlo, non fate i furbi! Ci ha pensato Fazi Editore, che vuole bene a William Hazlitt, a pubblicare un libricino che ha un titolo (preso da un suo saggio) così affascinante e dissacratorio che vi procurerà piacere fisico il solo andarci in giro insieme: L'ignoranza delle persone colte

Ecco, come forse avrete capito, Hazlitt era uno che non le mandava a dire, ti arrivava sotto il tuo brutto muso e poi ti tirava un gancio proprio sotto il mento, e tu eri al tappeto prima ancora di poter dire MA.

L'ignoranza delle persone colte è una raccolta di saggi, sette per la precisione, decisamente provocatori, arguti, dissacranti, fin dai titoli: Sull'ignoranza delle persone colte, Sul pensiero e l'azione "Io sono abbastanza deciso e dogmatico nelle mie opinioni, eppure, quando si tratta di agire, sono debole come una donna o un bambino", Sul fare testamento "Il lato ridicolo del carattere umano in poche occasioni appare più vivo che nell'atto di fare testamento", Sull'effeminatezza del carattere "L'effeminatezza del carattere nasce dal prevalere della sensibilità sulla volontà…", Sulle istituzioni  "Le istituzioni sono più corrotte e più guaste degli individui…", Sugli svantaggi della superiorità intellettuale "Il principale svantaggio di sapere di più e vedere più lontano degli altri in genere è di non essere compresi", Sulla paura della morte "Forse la migliore cura per la paura della morte è riflettere che la vita ha un principio oltre che una fine"

Quando vedi un fannullone con un libro in mano, si può essere quasi certi che si tratti di una persona senza né forza né voglia di stare attenta a ciò che le accade intorno

William Hazlitt ebbe una vita sfigata, traumatica, triste, tosta, densa, da tutto e niente, da dentro o fuori, disgraziata.  

Nella bandella della quarta di copertina qualcuno che deve voler bene a Hazlitt ci ha tenuto però a precisare che "fu amico di molti letterati e poeti tra cui…" come a dire: aveva un gran brutto carattere, era discontinuo, feroce, sarcastico, dissacrante, diretto, provocatorio, ma sapeva voler bene e nonostante questo brutto carattere aveva tanti amici.

Comunque questa sera, io, William Hazlitt, Fazi Editori, e qualche compagno della redazione di Finzioni, ci andiamo a fare una birra tutti insieme, ci facciamo quattro risate, parliamo male di quelli di Mondadori, ci tiriamo le patatine e facciamo raccontare un paio di barzellette sporche a William… Allora, che aspettate, venite anche voi!

William Hazlitt, L'ignoranza delle persone colte, Fazi, 2015

Federico Tamburini

Qualche giorno fa al supermarket Eurospin non ha comprato una confezione di filetto di merluzzo surgelato perché costava 6 euri e 50 e ha optato per una scatola di ceci. In quel momento ha capito molte più cose della sua vita di quanto mai fosse riuscito a fare prima. Per il resto, non avendo mai tempo, legge libri che richiedono sforzi anaerobici.

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