Coerenza interna

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Flaubert, bullandosi con i giornalisti della sua Bovary, disse che la letteratura è autonoma rispetto al mondo e deve trovare in se stessa la sua coerenza. E’ chiaro, ma questo deve funzionare anche per i saggi letterari. Che non devono trovare le proprie argomentazioni al di fuori di loro, devono rimanere nello stesso livello in cui stanno argomentando, senza aggrapparsi a un metalivello superiore o esterno.

Questa mossa epistemologica non è da poco e in Come parlare di un libro senza averlo mai letto, riesce perfettamente: il manualetto, dal titolo abbastanza didascalico da non richiedere una sinossi, usa come esempi e conferme non dei casi empirici di illuminati che discutono di libri mai aperti; piuttosto si basa su avvenimenti letterari, su personaggi inventati. Spiega coi libri come si fa a non leggerli.

Tra l’altro, io, Flaubert non l’ho mai aperto.

Come parlare di un libro senza averlo mai letto, Pierre Bayard, Excelsior 1881, 208 pp.

Jacopo Cirillo

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

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