Gatti Vs. Cani

cuore-di-caneI Lunedì Metaletterari / Gatti Vs. Cani

Certe posizioni ideologiche sono difendibili con quello che si dice ma anche col come lo si dice, spesso in maniere molto sottili.

Se ti piacciono i gatti, di solito non ti piacciono i cani, e viceversa. Ognuno prende un po’ la posizione che vuole. Bulgakov si schiera in modo del tutto letterario. Il protagonista del suo grande capolavoro è, almeno nell’iconografia delle copertine, un gatto. Invece in Cuore di cane, il protagonista è un cane.

Bulgakov ci dice chi preferisce usando non le parole ma l’enunciazione. L’enunciazione nel Maestro e Margherita è semplice, ordinata e non ambigua (sempre in terza persona, con dialoghi ben delimitati). L’enunciazione in “Cuore di cane” è ambigua, disordinata: il cane parla in prima persona, poi, senza nessun segno di interpunzione o qualche altro dispositivo testuale, prende la parola un narratore esterno. Poi dialoghi. Poi un diario. Poi la prima persona dell’assistente del dottore. E così via.

Spesso il mondo si divide in gatti, eleganti, ordinati, coerenti, furbi, ambiziosi, indipendenti e in cani, spensierati, confusionari, incostanti e totalmente non autosufficienti. Ed è il livello dell’enunciazione, non tanto il contenuto, a riprendere efficacemente questa mai impolverata dicotomia.

Jacopo Cirillo

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

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