Il dolce stil novo vince l’Oscar

Ve lo immaginate Dante Alighieri che lavora per la Walt Disney? Quale storia pensate che scriverebbe? Paperman, ne sono certaGuardatelo, se non l'avete già fatto, e ditemi se questa animazione non è la traduzione in immagini del Sonetto XV de La Vita Nova.

La tenerissima storia dell'incontro di George e Meg è firmata da John Kahrs e ha appena vinto l'Oscar come miglior cortometraggio; in soli sei minuti racconta  l'amore con la leggerezza del nostro dolce stil novo.

Immaginate il primo incontro di Dante e Beatrice, non a Firenze ma nel cuore di New York. Mentre aspettano un treno, George non ardisce di guardare la donna angelo apparsa allimprovviso accanto a lui. Avvolta da un raggio di luceMeg è così bella che 

par che sia una cosa venuta

da cielo in terra a miracol mostrare. 

Ha grandi occhi neri, pieni di anima e

 mostrasi sì piacente a chi la miri

che dà per li occhi una dolcezza al core. 

Dopo un primo fugace incontro, George e Meg si perdono. Quando la speranza di ritrovarsi sembra svanitaun misterioso vento li spinge l'uno nelle braccia dell'altro. Tutta la città resta muta e stupita sullo sfondo, di fronte all' amore che move il sole e l'altre stelle. Anche lo spettatore non batte ciglio, incantato da un'animazione con l'anima dentro.

Paperman è in bianco e nero, e New York è avvolta da una luce bianchissima. Unica  eccezione l'impronta rossa di un bacio di Meg sopra un foglio bianco. Il sonetto di Dante si chiude con la parola sospira (soffiare, spirare dolcemente), sintesi della forza dell'evento amoroso appena generato sotto gli occhi del lettore.

Si capisce, dunque, perché John Kahrs, fedele alla lezione del dolce stil novo, abbia deciso di far muovere tutto il misterioso (e)vento di Paperman dalle labbra di Meg, da un bacio di carta che vola nella tradizione:

e par che de la sua labbia si mova

un spirto soave pien d'amore

che va dicendo all'anima: Sospira!

Giovanna Iorio

“Avere la libertà di parola non è abbastanza. Bisogna imparare a parlare liberamente.”
C. Hitchens

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.