Irving tra le nacchere

Diagonali / Irving tra le nacchere

Si parlava di turismo letterario nel gruppo Finzioni su aNobii mentre tornavo dalla consueta vacanza in Spagna. Mi sono sentito un po’ colpevole per gli anni passati: a Roncisvalle bevevo vino tinto fregandomene dell’Orlando Furioso, a Pamplona bevevo vino tinto fregandomene di Hemingway e nella zona di Burgos il provarci con una -che per la cronaca non ne ha voluto sapere- ha avuto la meglio sul Cid Campeador. Poi ci ho bevuto sopra.

Quest’anno mi sono tuttavia trovato innanzi ad un fatto insolito. A Granada un libro viene venduto come feticcio al turista tra statue di danzatrici di flamenco made in china e t-shirt con il toro. Nulla di strano, apparentemente. Se vado a Recanati non posso sperare di non trovare nelle vetrine i Canti di Leopardi, così come a Pietralcina troverei facilmente le Esortazioni di Padre Pio, per quanto a Recanati non credo si trovi la boccia di vetro che quando la giri nevica su Giacomo.

Il libro in questione, invece, è edito dalle stesse case che producono i libri con le foto per i turisti. Una edizione pessima, una traduzione a tratti traballante, nessuna nota né sull’autore né sul traduttore (non citato), e tante foto turistiche ad infarcire il libro. Insomma, un vero feticcio kitch per turisti doc, quindi imperdibile! Si tratta dei Racconti dell’Alhambra di Washington Irving, Escudo de Oro Editore, prezzo non indicato, a discrezione del negoziante di souvenirs. Washington Irving è quello che ha scritto I misteri di Sleepy Hallow, da cui il film di Tim Burton.

I racconti dell’Alhambra è anche carino, certo senza aver visitato l’Alhambra il sonno è in agguato a meno di essere un appassionato di racconti arabeggianti di mori e principesse chiuse in torri solitarie, ma è la feticciosità turistica a farmi impazzire. Una edizione pensata più per il turista che per il lettore, dove nulla invoglia all’acquisto se non una bella foto degli interni dell’Alhambra in copertina, oppure il CD musicale allegato nella nuova edizione. O la possibilità di tirare sul prezzo acquistando anche un narghilé.

Alessandro Pollini

Alessandro Pollini

Alessandro Pollini vive con il cane Plauto. Legge, ascolta, beve. Poi scrive (cose) ed evita (gente). Preferisce il cane alle relazioni d’amore e le relazioni d’amore a tutto il resto.

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