La colpa della gonna in fiamme

Le cose, a volte, sono quelle cose che ti sono piaciute così tanto da renderti uno di quelli che va girando a importunare la gente per il solo fatto di dirgli: devi provare questa cosa. Un po' come quando mangi in un posto o vai a vedere una città che ti colpisce a fondo, improvvisamente pensi che tutti dovrebbero provare assolutamente. D'altra parte tutti quelli che han visto Parigi poi giù a dire Ah Parigi, non sai, devi andarci. Diventi la fanatica che tutti  assecondano, felici di non doversi sorbire le foto del viaggio, a cui poi rifilano cose come però ti è piaciuto quel posto, dai ora che me lo dici ci vado. Alla fine chi se ne frega se ci vanno o no, peggio per loro. Comunque non ci crede nessuno.

Costringere parenti e amici a guardarsi mucchi di diapositive o foto è da sadici.
Ho trovato che con i libri è meglio. Ecco il corrispettivo potrebbe essere leggergli passi dal testo incriminato. Così mi è successo con la gonna in fiamme. Leggere passi è il livello più basso nella mia scala stalker al momento. Ho preso a regalarlo, addirittura ho preso a dire dai leggi solo due pagine, un racconto a caso, tanto capiti sempre bene, poi se non ti piace ok, ma è impossibile. A un certo punto ho pensato di prendermi un giorno di vacanza e girare a vuoto in mezzo alle persone leggendo a voce alta così per condividere, metti che qualcuno non sappia ancora… Da matti. 
 
Ma ve lo giuro che io proprio non riuscivo più a fermarmi, che ho odiato aver cose da sbrigare come il lavoro, il sonno, la vita a interrompere il flusso. E poi a due racconti dalla fine ho fatto un giorno di pausa: mi scocciava finirlo. La ragazza con la gonna in fiamme (Aimee Bender, minimum fax, 2012, quattordici euro) mi ha fregato in pratica. E ho sentito proprio il dovere morale di condividerlo. Un altruismo pressante forse, ne convengo, ma necessario. Colpa della gonna in fiamme.
 
Certi libri capita. Ce ne sono, tanti per certo, così come oltre Dublino, ci sono Parigi e Amsterdam e Praga e le foto di Parigi, Dublino, Amsterdam e Praga. Ma questo porca miseria, lo dovete leggere, credetemi. 

Licia Ambu

Pensa che avere una sola personalità sia uno spreco di spazio. In fase di definizione a ciclo continuo, ama in ordine sparso nonché intercambiabile un sacco di cose.

7 Commenti
  1. Ho letto con entusiasmo il tuo articolo. Ho annuito scorrendo le righe in cui parlavi della smania di diffondere un nuovo credo, quando vorremmo che tutti leggessero un libro che ci è piaciuto, poi sono inciampata nel nome dell’autrice del libro che proponi, AIMEE BENDER!

    Cioè la stessa che ha scritto “L’inconfondibile tristezza della torta al limone”? Quella storiaccia senza capo né coda, in cui si conclude tutto con un tizio che si trasforma nelle gambe della sedia? Ma proprio quell’autrice lì dovevi consigliarmi, dico io!

    Mah, non so mica se riuscirò a darle un’altra chance alla Bender. Ora come ora sono sicura che scrivi molto meglio tu di lei. 😀

  2. Guarda, io faccio l’esatto contrario. Se un libro mi è piaciuto tanto da trovare che il restante flusso della vita fosse una gran bella seccatura che mi distoglieva dalla lettura, me lo tengo per me. Perchè sono molto possessiva con le cose che amo 🙂

  3. …sinceramente faccio molta molta, moltissima fatica a credere che un libro di Aimee Bender possa essere così entusiasmante da desiderare che il flusso della sua lettura non venga interrotto!!!
    Seguendo l’entusiasmo di qualcuno/a che in un articolo la decantava esattamente come nell’articolo ho acquistato, povera me!, non solo “L’inconfondibile tristezza della torta al limone”, ma anche “Un segno invisibile e mio”…mi sono obbligata a portarli a termine per vedere sino a che punto si sarebbe spinta l’autrice…concordo con Noce Moscata: “Ora come ora sono sicura che scrivi molto meglio tu di lei.”…

  4. @Noce Moscata @Enrica Vi ringrazio, ma non è proprio possibile, magari scrivere come lei! Ma vi prego un’altra possibilità ci vuole. Un segno invisibile e mio non l’ho letto, quindi non ho termine di paragone. Di certo, in qualità di lettrice ho imparato a mie spese che non di tutti i libri di uno stesso autore si può dire meraviglia meraviglia! (Anzi!) Ma potendo vi riporterei uno stralcio di questo libro, un pezzo di racconto, qualcosa… Allo stesso modo mi piacerebbe sapere cosa non vi è piaciuto. La trovate inconcludente in un certo senso (mi rifaccio a senza capo né coda di Noce Moscata)?

    @Sara Che cosa curiosa! Ma solo con i libri?

  5. magari prima di acquistarlo ne leggo un pochino comodamente seduta in libreria e poi decido….
    Approfitto per consigliarvi caldamente Stone di J.F. Williams. Anche se leggerete critiche e sinossi interessanti non lasciatevi ingannare. il libro è molto più bello