Le patate di Kevorkian

Ci sono giorni in cui hai a disposizione venti minuti liberi tra una cosa e l'altra, minuti in cui tenti di infilare una tra le brevi attività che devi fare e non vuoi fare. Così ne perdi un paio a chiederti che fare che fare, mi metto a pelare le patate per la cena oppure mando un sms cazzeggio a quel numero che pubblicizzano trentacinque volte al giorno che giura di informarmi sul mio futuro amoroso (ah, se Anna e Marco l'avessero fatto prima di salire in motorino insieme)? Nel dubbio, conviene leggere.

Alcuni libri durano proprio come sbucciare patate ma sono più divertenti di molto. Dio la benedica, Dottor Kevorkian, per esempio (Kurt Vonnegut, minimum fax, 2012, 7€). Sulla strada verso Pietro il Santo si incontrano binomi interessanti, tipo Hitler e le scuse, oppure gente del calibro di Shakespeare e assolutamente nulla si scopre sul proprio futuro amoroso. Piccole pillole, garantisco, ma molto smart, ogni incontro si svolge in poche pagine per cui in teoria ti senti libero di entrare e uscire dal paradiso un po' a piacimento. I libri sbuccia patate son così. Brevi ma intensi e con la struttura giusta. La verità è che se ne hai molte di patate da pelare allora lo molli solo all'ultima pagina da quanto scorre veloce, finisce che non te ne accorgi. Chissenefregadellepatate. Mangiatele con la buccia, un libro è meglio.

Licia Ambu

Pensa che avere una sola personalità sia uno spreco di spazio. In fase di definizione a ciclo continuo, ama in ordine sparso nonché intercambiabile un sacco di cose.

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