Perché leggere

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Diagonali / Perché leggere

Ho sentito gente bullarsi di non aver mai letto un libro. Per carità, ognuno fa come vuole. Tuttavia tra i lettori non si può negare uno sprezzante senso di superiorità verso chi si vanta con frasi di quel tipo.
Insomma, leggiamo e ne siamo molto orgogliosi. Ma perché? Spesso si dice: leggo per imparare a scrivere; leggo per arricchire il lessico; leggo per conoscere cose nuove. No.

Una persona che legge dai 30 ai 60 libri l’anno, se non di più, verso i 25/30 anni ha già imparato tutto quello che poteva imparare dalla letteratura. Dopo, si legge solo per piacere.
Nell’Accademia Pessoa, il concetto viene espresso benissimo. Io voglio leggere e basta, senza elucubrare, senza prendere spunto, senza invidiare. Voglio tornare a dare alla letteratura il suo senso di inutilità.

Errico Buonanno – L’accademia Pessoa. Einaudi.

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

5 Commenti
  1. Leggere è un arricchimento culturale meravigioso, un obbligo verso se stessi e verso il mondo. Sapere è potere, potere che cercano di farci scordare. Una persona colta non si fa prendere in giro e questo molto spesso, troppo spesso, non piace affatto.
    Leggere inoltre è condividere le riflessioni delle menti illuminate che oggi, ma anche in altri tempi sono passate su questa terra. Non mi sognerei mai di vantarmi di non avere letto un libro in vita mia. Sarebbe detrarmi al massimo livello e la mia biblioteca mi crollerebbe addosso dalla vergogna. Un abbraccio ai fratelli amanti della lettura.

  2. Io cerco di non vantarmi mai della mia ignoranza: la conoscenza è come una scatola cinese e il fondo non esiste!
    Non posso vantarmi di non aver letto un libro ma neanche di averne letti. Vantarsi è un costume tanto “contemporaneo” ed esiste anche un bullismo intellettuale che va aggiunto alla vostra discussione.
    Molta gente che mi circonda è convinta di “sapere”, grazie ai tanti libri divorati nell’arco di pochi giorni! Lo sfoggio di cultura è come un abito griffato da portare in giro per mostrarlo ma non per me.
    Per me leggere non signicanè fare sfoggio nè divorare…ma degustare lentamente.
    Il punto è che la lettura è straordinaria quando mi permette di ritrovami nel punto esatto in cui il rapporto tra me e il testo è personale e intimo, in un certo senso “non contaminato” (diciammo non troppo…). Non leggo mai un libro perchè tutto il mondo lo sta leggendo, lo lascio “decantare” per sentirmi più libera di essere “sola con lui”. Perchè leggo per passione non snobismo o altro.
    La passione sa anche aspettare il momento: quello giusto.
    Grazie per la vostra iniziativa
    Monica

  3. monica vezzani scrive:
    Il tuo commento è in attesa di moderazione
    30 marzo 2009 alle 13:59Io cerco di non vantarmi mai della mia ignoranza: la conoscenza è come una scatola cinese e il fondo non esiste!
    Non posso vantarmi di non aver letto un libro ma neanche di averne letti. Vantarsi è un costume tanto “contemporaneo” ed esiste anche un bullismo intellettuale che va aggiunto alla vostra discussione.
    Molta gente che mi circonda è convinta di “sapere”, grazie ai tanti libri divorati nell’arco di pochi giorni!
    Lo sfoggio di cultura è come un abito griffato da portare in giro per mostrarlo ma per me no, amo degustare lentamente un libro che amo.
    Il punto è che la lettura è straordinaria quando mi permette di ritrovami nel punto esatto in cui il rapporto tra me e il testo è personale e intimo, in un certo senso “non contaminato” (diciammo non troppo…). Non leggo mai un libro perchè tutto il mondo lo sta leggendo, lo lascio “decantare” per sentirmi più libera di essere “sola con lui”. Perchè leggo per passione non certo per snobismo o altro.
    La passione sa anche aspettare il momento: quello giusto.
    Grazie per la vostra iniziativa
    Monica

  4. Ci sono quelli che si sono stancati di leggere, al punto da affermare che leggere e studiare non ti fanno pensare con la propria testa, cioè che non servono, insomma sono fra quelli che dicono che per essere più naturali e spontanei bisogna eliminare la lettura insieme con le altre cose. Cioè pensano che il lettore di libri è passivo, non riflette, in altre parole non è abbastanza intelligente da avere il suo modo di pensare. Basterebbe fargli o farle notare che non bisogna a tutti costi concordare su tutto quello che un testo scritto dice, che bisogna dialogare con l’autore, cercare di entrare in contatto con lui in un certo senso. Beh, io vorrei riuscire a leggere un romanzo, fino a questo punto ho letto quasi solo saggi e libri, molti dei quali con lo scopo di fare gli esami, per le tesine e per la tesi. Detto da alcuni e da alcune, poi, mi meraviglia tanto. Ma cosa vogliono dirmi? Serve a qualcosa che io dica loro:” Senti, se proprio vuoi essere naturale cerca di non stare davanti alla TV passivamente, guardati intorno, vedi come va il mondo! E mi vieni pure a dire che leggere è inutile? Scemo( o scema), siamo continuamente in interazione con qualche medium! La lettura più di ogni altra cosa ci permette di essere critici, quindi se a questo mondo è diffile essere spontanei non è colpa della lettura o perlomeno non è solo colpa sua!”
    Ma devo trattenermi e capire cosa vuole dirmi e se ha qualcosa da insegnarmi, perché se lo dice qualcosa vuol dire, può voler dire diverse cose. Insomma voglio capire il suo punto di vista, forse perché studio antropologia, ma, forse, anche perché potrebbe aiutarmi a trovare mezz’ora o quindici minuti al giorno per leggere un romanzo o qualche altro genere letterario a cui ancorarmi.