Ripetizioni (Puerilità)

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Gli Indifferenti di Moravia è un capolavoro, su questo non c’è nulla da dire. Una cosa però va ricordata: il protagonista del libro è Michele (e non è così intuitivo), ma non per la sua centralità nella narrazione. Lo è (anche) per un particolare espediente testuale che, anche se non fosse voluto, rimane una delle finezze più notevoli del libro. A Michele, e solo a Michele, viene accostato in un numero relativamente molto alto di volte da non passare inosservato, la parola “indifferente”. Niente più che il titolo. Il protagonista è quello più indifferente di tutti, perché il libro si chiama proprio così.

E’ un puerile gioco d’inesperienza o un sottile e avveduto stratagemma, quello di designare il protagonista accoppiandolo meccanicamente con il titolo? Diceva Deleuze: “il linguaggio lirico, di cui ogni termine, insostituibile, può essere soltanto ripetuto. Sotto ogni aspetto, la ripetizione è la trasgressione”.

Jacopo Cirillo

Jacopo Cirillo

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