Ritualità

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La routine è quella cosa che ci ammazza la lettura in termini spazio/temporali. La postura fisica messa a rischio da improvvisati tentativi di fruizione, esempi tipo: il lettore-barra-equilibrista sull’autobus, il funambolo-barra diligente pedone per strada e/o il famelico del semaforo rosso. Una forma costrittiva adottata per il raggiungimento del fine evasivo (ivi compresa erudizione e altro). Poi arriva quella manna dal cielo che è la concessione di tempo senza dolo e il gioco diventa ancora più interessante. Entra in scena la ritualità. Trattasi di forma mentis, esternata in cerimonie di accompagnamento a buon pro dell’evento stesso. La vasta tipologia nominale può venirci in soccorso: libri da ombrellone, libri da treno, con accluso sottofondo di natura ferroviaria che, verso la terza pagina, si fa suono ritmico fino a scomparire. Libri della sera, da leggersi in posizione supina sul letto, nel silenzio pacifico del fine giornata (e che, per contrappasso, ti inchiodano fino all’alba). E poi quelli tattici da sala d’attesa, quelli da balcone con sigaretta e gambe distese (in alternativa incrociate), in località marittima/montana, calura estiva sopportabile e rigorosa ora del silenzio. Per ulteriori indicazioni introduttive:

“Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c’è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: «No, non voglio vedere la televisione!» Alza la voce, se no non ti sentono: «Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!» Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo piú forte, grida: «Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!» O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace.”

Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore

Licia Ambu

Licia Ambu

Pensa che avere una sola personalità sia uno spreco di spazio. In fase di definizione a ciclo continuo, ama in ordine sparso nonché intercambiabile un sacco di cose.

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