Se l’abito fa il monaco al divano non serve il cuscino

Ogni libro posside per definizione una trama e una copertina. Indicativamente immancabili, talvolta (apparentemente) indipendenti. La copertina è tra le prime cose che ci troviamo a considerare. Se il grafico è da paura potenzialmente siamo fottuti.

Non vorrei esagerare ma è un po' come comprare un divano, lo provi dieci secondi ma è cosí superlativamente bello che è comodo per forza, e se i braccioli sono duri fa niente comprerai un cuscino ad hoc, poi ci dormi su ed è uno strazio. Acquisto sbagliato. 

Da quando hanno inventato Ikea accade di trovare cose comode che sono anche accattivanti, l'abito fa il monaco insomma. Forse assumono designer che usano ciò che disegnano. Dovrebbe valere lo stesso per un editore, dovrebbe trovarsi a pubblicare solo roba che si leggerebbe pure lui da cima a fondo (non tutto quello che, ma solo che sarebbe disposto a).

Insomma alla fine con I Funeracconti (Benedetta Palmieri, Feltrinelli 2011, 14 euro) è andata così: mi ha acchiappato la copertina, un po' Funeral Party (2007), british e molto cool. E allora l'ho letto. Rendendo merito all'abito e al monaco nel complesso è stato una figata.

Licia Ambu

Licia Ambu

Pensa che avere una sola personalità sia uno spreco di spazio. In fase di definizione a ciclo continuo, ama in ordine sparso nonché intercambiabile un sacco di cose.

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