Smania di possesso

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C’è chi dice che il vero lettore non è colui che si fa possedere dalla smania di avere un libro, ma da quella di leggerlo. Il che potrebbe anche essere vero, se non si fa parte di quella categoria di persone che sottolineano, rileggono, citano, scrivono e soprattutto, spesso, dimenticano.

Ryszard Kapuscinski
, ad esempio, scrisse che la lettura era per lui uno spunto polemico. Parlando del suo mestiere di reporter, cita il bisogno di una biblioteca polifonica, sempre in movimento, poiché prima di scrivere, occorre leggere, leggere, leggere. Per la gioia di accaniti bibliofili, ecco trasformata la posa da esteta possessivo, in contemplazione dei bramati titoli, in attivo e motivato libro-dipendente. Sì, va beh, per lui era un’altra storia, ma ci può stare. Ora, a tutti coloro che sono immolati al sacrosanto consumismo cartaceo (con acquisto e un certo discernimento), non resta che mascherarsi sotto l’egida dell’utilità. Lo so, per alcuni titoli è proprio difficile, ma si deve riuscire, pena insospettabili sensi di colpa a minare la nostra identità di lettori puri. Dunque, il libro che ho comprato ieri mi serve per…

Ryszard Kapuscinski – Autoritratto di un reporter. Universale Economica Feltrinelli

Licia Ambu

Licia Ambu

Pensa che avere una sola personalità sia uno spreco di spazio. In fase di definizione a ciclo continuo, ama in ordine sparso nonché intercambiabile un sacco di cose.

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